Fase 2, cosa riapre dal 18 maggio: ecco le regole e cosa cambia

L’Italia è finalmente pronta alla ripartenza e il rilancio post Coronavirus passa da quattro tappe fondamentali. Tre lunedì e un mercoledì (dopo la festa del 2 giugno) che scandiranno non solo la nuova normalità del Paese ma soprattutto il futuro di molte attività economiche. Così, se ormai si ha assoluta certezza delle riaperture di domani dopo la pubblicazione del Decreto Rilancio in Gazzetta Ufficiale arrivata nella notte tra sabato e domenica, è vero che restano ancora dei dubbi sulle date successive. Tuttavia, come ha sottolineato Giuseppe Conte in conferenza stampa «Stiamo affrontando un rischio calcolato con la consapevolezza che la curva epidemiologica può tornare a salire». In quel caso tornerebbe tutto in discussione quindi, ma per ora il calendario – salvo diverse disposizioni locali – è questo.

18 maggio. Stop alle autocertificazioni per gli spostamenti all’interno della regione e tante riaperture:bar e ristoranti, negozi di vendita al dettaglio, attività di cura della persona, stabilimenti balneari e spiagge, musei e anche celebrazioni liturgiche. In pratica da domani si riparte ma a certe condizioni. Ci sono regole precise per ogni attività e il monitoraggio costante da parte delle regioni che devono tenere sotto controllo la curva epidemiologica agendo per garantire la sicurezza dei cittadini. Tra loro, oggetto di notevoli discussioni nelle ultime settimane, anche gli atleti di sport di squadra che potranno tornare ad allenarsi insieme. Ovviamente gli occhi di mezzo Paese sono puntati sul calcio che però ripartire solo quando ci sarà «una garanzia di massima sicurezza» come ha precisato Conte. Il tutto nonostante la Lega Seria A abbia stabilito che la data per la ripresa del campionato sarà il 13 giugno.

25 maggio. La seconda tappa ha invece come grandi protagonisti palestre e piscine. Anche queste attività dovranno rispettare delle norme stringenti. Un lungo elenco di regole che vuole limitare le abitudini più pericolose che potrebbero diffondere il contagio all’interno degli ambienti. Sotto la lente d’ingrandimento soprattutto gli spogliatoi che per l’alto tasso di umidità che tende a crearsi rischiano di essere potenti veicoli di contagio. Innanzitutto le palestre devono garantire una pianificazione degli accessi (con annesso elenco delle presenze da conservare per 14 giorni), magari ingressi su prenotazioni ed ovviamente evitare assembramenti. Distanza minima di un metro da garantire ovunque (sale a due durante l’utilizzo degli attrezzi che devono essere sanificabili più volte al giorno, oppure non vanno utilizzati) e divieto assoluto di scambiarsi borracce, bottiglie, asciugamani e accappatoi. Le scarpe indossate all’interno devono essere impiegate esclusivamente per allenarsi e tutti gli oggetti personali devono essere riposti dentro una borsa, anche se all’interno degli armadietti. Regole stringenti vengono disposte anche per i sistemi di areazione. Anche in piscina è meglio entrare solo su prenotazione, a distanza di un metro negli spazi comuni e negli spogliatoi, e magari con percorsi differenziati di ingresso e uscita. Tutti gli indumenti e gli oggetti personali devono essere riposti dentro una borsa o un sacchetto e si deve evitare l’uso promiscuo degli armadietti. In acqua la densità di affollamento prevede una superficie di 7 mq  a persona su cui tarare gli ingressi. Doccia e cuffia obbligatorie e, soprattutto, non si può sputare, soffiarsi il naso e urinare. Fuori dalla vasca, tra sdraio e lettini bisogna mantenere un distanziamento di almeno 1,5 metri, disinfettandoli dopo ogni cambio di utente.

3 giugno. La prima tappa di giugno consentirà agli italiani di spostarsi non solo da una regione all’altra senza l’autocertificazione ma anche da e per altri Stati Europei. Le modalità sono ancora da definire ma il Dpcm specifica che non saranno soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti dall’Ue, area Schengen (compresa la Svizzera), Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano. «Questo getterà le premesse per una ripresa del turismo» ha garantito Conte che, però, ha anche sottolineato come «Le regioni saranno libere di ampliare queste misure o restringerle». Sotto i riflettori ancora una volta ci saranno i dati del monitoraggio epidemiologico. Servirà infatti particolare cautela da parte di quelle regioni in cui sono segnalati ancora dei focolai molto attivi.Lombardia, Molise ed Umbria al momento sono quelle più a rischio nel senso che, allo stato attuale, potrebbero non benefeciare delle riaperture.

15 giugno. Per ultimi teatri, cinema e quello che Conte ha definito «un ventaglio di offerte varie per i bambini a carattere ludico ricreativo». Alla soglia dell’inizio ufficiale dell’estate in Italia ripartirà anche una buona fetta del mondo dell’intrattenimento. Restano ancora da definire i dettagli normativi ma senza dubbio, trattandosi soprattutto di ambienti chiusi, bisognerà apportare modifiche anche strutturali. Si dovrà infatti tener conto del distanziamento sociale e quindi garantire ingressi scaglionati e su prenotazione, l’uso delle mascherine e la sanificazione dei locali. Bisogna anche capire quale sarà il futuro della arene all’aperto e dei cinema drive-in che sono già stati predisposti in alcune parti d’Italia. Tuttavia se il 13 giugno dovesse davvero ripartire la Serie A e quindi le manifestazioni sportive (non è però affatto detto che il pubblico possa partecipare), anche la ripartenza delle arene potrebbe essere dietro l’angolo.