Fase 2: Dicono di mandarci al mare, ci mandate al manicomio

https://www.facebook.com/location.thedoctors/videos/3006733169412948/ Fase 2, Zaia:  “Aprire subito spiagge e tutto turismo, quadro epidemiologico cambiato”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, giorno 07 maggio 2020 nella conferenza stampa sull’emergenza coronavirus.(VIDEO) Oggi le raccomandazioni contenute nel documento Inail-Iss per andare al mare in sicurezza. Quindi sarà un’estate al mare, insolita e distante. In spiaggia assediati dalle…

https://www.facebook.com/location.thedoctors/videos/3006733169412948/

Fase 2, Zaia:  “Aprire subito spiagge e tutto turismo, quadro epidemiologico cambiato”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, giorno 07 maggio 2020 nella conferenza stampa sull’emergenza coronavirus.(VIDEO)

Oggi le raccomandazioni contenute nel documento Inail-Iss per andare al mare in sicurezza.

Quindi sarà un’estate al mare, insolita e distante. In spiaggia assediati dalle regole, bisognerà fare attenzione ai metri più che alle scottature. Le chiacchiere tra vicini di ombrellone? Scordatevele, tra voi e l’altro ci saranno cinque metri. E le partite sulla battigia? Sarà per la prossima estate, forse. In spiaggia all’ultimo momento? Nemmeno questo sarà possibile, la giornata al mare va prenotata.Tra queste, appunto, 5 metri tra gli ombrelloni, due tra i lettini in riva al mare, niente giochi di gruppo e piscine negli stabilimenti, prenotazioni obbligatorie anche per fasce orarie. Il testo elaborato dagli esperti indica la strategia per gestire il rischio nel settore della balneazione. Sarà un’estate diversa e le spiagge libere saranno un poco meno libere, anche lì su prenotazione.

Alle autorità locali si suggerisce di adottarepiani per «prevenire l’affollamento delle spiagge, anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative». Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate, viene consigliata la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web.

I percorsi. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. La distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è di cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. I gestori degli stabilimenti dovrebbero assegnare lo stesso ombrellone ai clienti per più giorni, così da evitare un continuo ricambio. Comuqneu sua tutte le superfici vanno igienizzate anche nel corso della stessa giornata. Da evitare i giochi in riva al mare che possono dar luogo ad «assembramenti», vietato l’uso delle piscine degli stabilimenti.

I lettini. Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri.  Le cabine possono essere utilizzate dai componenti della stessa famiglia, vietato «l’uso promiscuo», anche nelle docce si dovrà rispettare la distanza di almeno due metri, a meno che non siano previste barriere. Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze. Nel complesso, evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia.

Spiagge (non più) libere. Le regole previste per gli stabilimenti dovranno essere applicate anche nelle spiagge libere che in pratica non saranno più libere. Agli enti locali il compito di stabilire le modalità di accesso. Cartelli agli ingressi informeranno i bagnanti sulle indicazioni da seguire. Bisognerà, inoltre, tracciare con dei nastri il perimetro di ogni «allestimento di ombrellone, sdraio e sedia». Anche per le spiagge libere bisognerà rispettare le regole di 5 metri di distanza tra gli ombrelloni e i due tra i lettini  previste per gli stabilimenti, con una capienza massima anche per questi spazi. Saranno possibili anche turnazioni orarie e la prenotazione online degli spazi. In ogni caso bisognerà evitare gli assembramenti e assicurare la pulizia e l’igienizzazione degli spazi. Le spiagge libere potrebbero essere gestite da enti e associazioni di volontariato.

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