Gli studenti dell’istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Scampia, protestano a causa dei roghi tossici

Napoli – Continua la protesta degli alunni dell’istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Scampia, quartiere della periferia nord di Napoli. Stamattina i ragazzi stanno manifestando fuori la sede della VIII municipalità che, oltre Scampia, comprende Piscinola, Marianella e Chiaiano. Gli studenti protestano a causa dei roghi tossici che frequentemente vengono appiccati nei pressi del campo rom a…

Napoli – Continua la protesta degli alunni dell’istituto tecnico industriale Galileo Ferraris di Scampia, quartiere della periferia nord di Napoli.

Stamattina i ragazzi stanno manifestando fuori la sede della VIII municipalità che, oltre Scampia, comprende Piscinola, Marianella e Chiaiano.

Gli studenti protestano a causa dei roghi tossici che frequentemente vengono appiccati nei pressi del campo rom a pochi passi dall’Istituto scolastico di Via Labriola.

E’ una situazione che “va avanti da sempre”, lamentano sia professori che alunni, e ieri si è innescata una nuova protesta quando all’orario di ingresso la scuola era avvolta da un forte odore acre provocato da un incendio.

I ragazzi hanno manifestato in sit-in fuori il plesso scolastico interrompendo le lezioni. In questo stato, considerato che non si possono aprire neanche le finestre delle aule, è impossibile e pericoloso fare lezione.

Sul posto il presidente Angelo Ferrillo della Terra dei Fuochi :#terradeifuochi è un sistema che dobbiamo smantellare. Fingono di scoprire discariche che ho denunciato già 10 anni fa. Se ne accorgono solo sotto elezioni? E non intervengono su altre, perché? Qua a #Scampia come a #Giugliano come ad #Acerra o a #Caivano e altrove nessuno sequestra niente, ma tutti sanno tutto da oltre 20 anni, come mai? La #Procura dove è cieca e dove vede, perché? Chi controlla queste scelte? Solo l’unione di tutti farà la forza per debellare per sempre questa piaga. Chi muove i fili di questo #sistema ha le ore contate, solo se tutti ci uniamo e diciamo BASTA!

Non è possibile che un popolo intero venga tenuto allo scuro dai mass media. Se la gente sapesse la gravità di quel che sta accadendo ogni giorno da oltre 20 anni, ci sarebbe una riscossa popolare. Mentre è tutto insabbiato e voluto che vada così. Per difendere i nostri diritti dobbiamo AGIRE TUTTI, non basta commentare o mettere mi piace, si deve USCIRE dal virtuale.

“Non è la prima volta che la scuola è invasa dai fumi” lamenta Francesco Cerone, che è iscritto al quinto anno ed è un rappresentante degli studenti. Racconta ai nostri inviati “In passato l’istituto ha presentato vari esposti, senza peraltro che sia accaduto nulla. Oggi è venuta anche la polizia, ma ha detto che non aveva visto fuochi accesi. Eppure proprio io ho filmato dalla finestra di una delle aule che si affacciano sull’insediamento dei rom un rogo di copertoni. Era ancora acceso. Non so se stessero bruciando le gomme per riscaldarsi o per smaltirle illegalmente. Certo è che noi non possiamo correre il rischio di ammalarci perché respiriamo più volte al mese i fumi tossici”.

Gli incendi, secondo quanto riferisce anche il professore Gennaro Borgia, che è il vicepreside del Ferraris, sono appiccati e vanno avanti per tutta la notte e nelle primissime ore del mattino: “Quando apro la scuola l’aria è satura dei residui di quei roghi. Si sente un forte cattivo odore. Io sono al Ferraris da 28 anni e chissà quanti veleni ho respirato. Come me, altri docenti. Le abbiamo provate tutte. Segnalazioni al prefetto, contatti con le associazioni che assistono i rom, denunce, proposte di tavoli istituzionali. Abbiamo ricevuto la visita di autorità varie, compreso il ministro dell’istruzione, ma continuiamo a subire queste violenze quotidiane. Noi professori, i ragazzi – compresi gli allievi, due o tre, che provengono proprio dal campo rom – il personale amministrativo”. Ora i ragazzi sono stufi e si sono recati in massa stamattina alla sede della Municipalità per chiedere risposte dalle istituzioni. Vogliono che il loro diritto alla salute e all’istruzione sia garantito.

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