I delegati del centro sociale sequestrato incontrano Renzi

Intanto Salvini esulta per il sequestro dei locali e gli antagonisti vogliono querelarlo

Matteo Renzi, in vista a Caserta per presentare il suo ultimo libro «Un’altra strada», ha incontrato in al termine del suo discorso alla Camera di Commercio, una delegazione di responsabili del Centro Sociale Ex Canapificio di Caserta, associazione che gestisce uno degli Sprar (sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati) più grandi d’Italia, la cui sede qualche giorno fa è stata posta sotto sequestro dai carabinieri, per problemi di staticità strutturale, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere.cARLO

L’incontro è avvenuto al termine della marcia organizzata dall’associazione per sollecitare le istituzioni, in primis la Regione proprietaria del capannone dove ha sede il Centro sociale, a intervenire per la messa in sicurezza, che potrebbe portare alla riapertura.

L’ex premier – riferiscono i partecipanti – ha promesso che chiamerà il governatore Vincenzo De Luca per sollecitarne l’intervento; presente all’incontro anche il consigliere regionale del Pd Stefano Graziano.

Durante il suo discorso alla Camera di Commercio, Renzi è intervenuto sulla vicenda del centro sociale sequestrato, dicendo che «Salvini non può dire, in riferimento al centro sociale, che la pacchia è finita e che con tutti i soldi che prendono per lo Sprar avrebbero potuto mettere in sicurezza la sede. Dovrebbe saperlo che questo è reato ».

Ora gli attivisti, anziché far mea culpa, presenteranno querela per diffamazione nei confronti di Matteo Salvini. Il motivo? Il ministro dell’Interno ha commentato il blitz dei militari col suo classico “La pacchia è finita!”.

Sebbene la convenzione fosse scaduta ormai da tempo, il centro sociale “Ex Canapificio” gestiva ancora uno dei progetti “Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati” più grandi d’Italia con la benedizione della Giunta di sinistra guidata dal dem Carlo Marino. Ieri mattina i carabinieri hanno messo sotto sequestro l’intera struttura per le “gravi carenze strutturali” e per “le pessime condizioni igienico sanitarie”.

La manifestazione di protesta indetta  oggi dagli attivisti del Centro sociale che ospita 200 migranti è partita regolarmente alle 15 dalla Stazione ferroviaria di Caserta dove si sono radunate tantissimi immigrati provenienti da Castel Volturno ma anche associazioni e Sprar che hanno aderito da tutta Italia oltre che i presidi di Emergency e Libera.

 

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