Il binge drinking – I ragazzi che hanno abusato di alcool arrivano in condizioni estreme all’AORN.

Alcool e minori, le notti di paura aggirando la legge a Caserta

Girano come “zombie” e hanno la missione personale di popolare la notte. È l’esercito di minorenni che vive la movida casertana tra schiamazzi e litri di alcool.

Imperturbabili anche con i controlli delle forze dell’ordine che, talvolta, durante i weekend li “riprendono” per fermare urla e bagordi. Il centro del divertimento? Non è incarnato soltanto dalla piazza-salotto dove pure girano a centinaia tra cicchetti e dosi di droga leggera (molto spesso venduta proprio da baby pusher) ma anche e soprattutto la zona del Monumento ai Caduti che è diventata il luogo di ritrovo di tanti giovani. È lì che trascorrono ore ed ore.

E se in Piazza Margherita l’alcool magari glielo comprano i maggiorenni dal supermercato ubicato nella vicina via Cesare Battisti (i bar sembra che restino assolutamente rispettosi della legge), in tutte le altre zone si “accomodano” e consumano le bottiglie che hanno caricato in auto prima di uscire. Anche nella notte passata, stessa scena. Buste del supermercato per intavolare lo sballo in piazza. E per bere, bere e bere fino a notte fonda. Risate e schiamazzi: i residenti combattono una battaglia persa in origine. Neppure si affacciano più dai balconi per lamentarsi ma spesso affidano gli sfoghi ai social.

Giovanissimi e giovanissime, non c’è alcuna differenza. Anche di 13 e 14 anni, non solo di 16 e 17 anni. Atteggiamenti da “adulti” e voglia di sballarsi senza contegno. Vari gli appelli, anche da parte del movimento Caserta Kest’è. Soprattutto alle famiglie. Spesso hanno le redini del rapporto educativo, altre volte non riescono a intercettare bisogni e desideri. E loro diventano facile preda di gruppi e gruppetti che animano le nottate casertane e dettano il passo ai più giovani.

Ma se permane una fetta di ragazzini sana e orientata verso le regole e il divertimento senza eccessi (tanti quelli che si vedono in piazza), molti altri coetanei danno spettacolo. Spesso anche con litigi che, fortunatamente, vengono sedati.

Parla dott. Ciro Guerriero

È il presidente del movimento Caserta Kest’è, dott. Ciro Guerriero  a intervenire sull’intera vicenda: “È evidenza condivisa che il tema ‘alcool e giovani’ è ormai urgente e prioritario non solo poiché i minori sono più a rischio degli adulti riguardo agli effetti nocivi dell’alcol ma anche perché abusarne in tenera età può portare a conseguenze di lunga durata.  Le prediche non hanno nessun effetto – dice Guerriero – bisogna piuttosto agire a livello socioculturale offrendo opportunità di svago alternative alle bevute di gruppo.  Il binge drinking sta dilagando. Siamo impegnati sul tema ma anche a un progetto, che stiamo mettendo a punto, per animare con proposte mirate gli spazi della movida locale”.

Il binge drinking consiste nel bere oltre 4-5 unità alcoliche in un’unica occasione e in breve tempo, lontano dai pasti e per avvertire gli effetti psicotropi del cosiddetto ‘sballo’. Una unità alcolica, pari a 12,5 grammi di etanolo, corrisponde a 125 millilitri di vino a media gradazione – quindi un bicchiere – o 330 ml di birra – una lattina o una bottiglia – o 30 ml di super alcolici – un bicchierino da bar.

Emergono dati gravi e sorprendenti. Perché  l’80% dei ragazzi  hanno dichiarato di consumare bevande alcoliche, anche se – va ricordato – in Italia la vendita di alcolici ai minori è vietata dalla legge. E poi, la maggior parte dei giovani coinvolti nell’indagine non era mai stata informata né dai familiari né dal personale sanitario circa i rischi connessi al consumo di bevande alcoliche in considerazione, soprattutto, della giovane età. Infine, la risposta alla domanda che ha dato il via alla ricerca: il 6,1% dei ragazzi presentava un disturbo da uso di alcol, in particolare il 4,9% presentava una diagnosi di abuso di alcol mentre il rimanente 1,2 % presentava addirittura una vera dipendenza. “ Sta di fatto, che la diagnosi di alcol–dipendenza era esclusivamente presente nel gruppo di giovani abituati al binge drinking – osserva il membro di Caserta Kest’è giovani, Maurizio Raimondi – mentre era assente in chi non era solito a questo comportamento. Insomma, le abbuffate alcoliche sono un fattore di rischio molto forte per lo sviluppo di dipendenza nei ragazzi”. Un messaggio di pericolo per educatori e genitori, che sono chiamati a non sottovalutare eventuali segnali: “L’alcol – conclude Raimondi – nei giovanissimi crea danni importanti a livello fisico, non solo al fegato, ed è causa di sterilità maschile e femminile, di tumori, di problemi cerebrali e neurologici. Ma rende anche i giovani più vulnerabili, inclini a fare o subire violenza”.