La Movida è più forte della paura del Covid-19

Guerriero: 'Per tanti la vera paura è che qualcuno usi la voglia di vivere per recludere nuovamente in casa le persone e per giunta senza sostegno alcuno'.

Voglia di movida batte Coronavirus, di nuovo. Le “cartoline” scattate venerdì e sabato sera e notte sulle vie del centro storico di Caserta lasciano poco spazio ai dubbi: la voglia di uscire, di far festa – insieme all’allentamento delle restrizioni e alle riaperture dei bar – sembrano aver fatto dimenticare la necessità, stabilita dai Dpcm e Regione Campania , di rispettare alcune regole per evitare che l’epidemia ricominci a correre. Infatti, a causa dell’emergenza coronavirus in Italia e anche in Campania , il governo nazionale ha preso misure energiche nel tentativo di contenere l’epidemia.

Nonostante le regole, a Caserta  l’invito ad adottare misure precauzionali quali il mantenere la distanza di sicurezza non sembra essere stato recepito da tutti, e alcuni potrebbero aver visto la chiusura delle scuole e delle università come un’occasione per disporre di maggior tempo libero.

Ne sono spia alcuni locali della movida di Caserta, tradizionalmente pieni nonostante il coronavirus. Se da un lato, anche per i commercianti, è di certo positivo il fatto che i locali non si siano, da un giorno all’altro, improvvisamente svuotati del tutto, d’altro canto è vero che assembramenti particolarmente affollati sono anche testimonianza di una certa noncuranza degli inviti fatti. Tuttavia, è anche vero che la flessione in molti locali del centro storico si è verificata anche a livello commerciale, con meno clienti e quindi meno entrate.

L’invito a una maggiore prudenza e le relative direttive sono state di certo recepite dalla maggior parte dei cittadini, esercizi commerciali inclusi. Numerosi lettori hanno segnalato a Caserta Kest’è, tantissimi giovani in strada e le situazioni più delicate, inevitabilmente, si sono registrate dopo la chiusura dei locali con folle e distanze non sempre rispettate, tanto che sui social video e foto della serata di “festa” si sprecano, con numerosi richiami – in alcuni casi ironici – agli “assembramenti”. Infatti, vogliamo precisare che i locali e i loro titolari e gestori poco o nulla c’entrano con assembramenti e persone che, magari a una decina di metri dall’ingresso, bevono in gruppo e chiacchierano senza mascherine, ma, di contro, il comportamento indisciplinato di alcuni rischia di precludere il prosieguo della Fase 2 e del ritorno alla normalità. A tal proposito,occorre un’intensificazione dei servizi interforze, per il controllo del rispetto degli straordinari provvedimenti adottati dal Governo per la cd. “Fase 2” dell’emergenza da Covid-19.

È bene ricordare, però, che la ripartenza è importantissima dal punto di vista economico e sociale, ma non è un ‘liberi tutti’. Dobbiamo stare attenti e rispettare le norme atte a contrastare la diffusione del Coronavirus se non vogliamo tornare indietro e subire nuovamente restrizioni. Le regole da rispettare sono essenzialmente il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale come la mascherina e i guanti ricordando che è fatto assoluto divieto di assembramenti.