La proposta di Kestè: Reddito di Quarantena per tutti

Sussidio per tutti sino a fine quarantena

La proposta è destinata a far discutere ma, l’equipe di professionisti sostiene , per un momento di crisi ed emergenza così profondo è necessario mettere in campo misure straordinarie.

Il rischio che si corre, infatti, è che nel momento in cui l’emergenza Coronavirus sarà terminata  il prima possibile, si spera la situazione economica sarà tragica e saranno poche le aziende in grado di ripartire immediatamente.

 Il Reddito di quarantena, una forma di sostegno che, a differenza del quasi omonimo “Reddito di Cittadinanza”, è rivolto all’intera popolazione, indipendentemente dal fatto che si tratti di un lavoratore dipendente, di un lavoratore autonomo o di un imprenditore. In questo modo, sostengono alcuni economisti di Caserta Kest’è, le aziende non andranno a erodere il loro patrimonio e le famiglie potranno ugualmente “sopravvivere” per alcuni mesi.

Che cos’è il reddito di quarantena

Se il reddito di cittadinanza istituito dall’allora Ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio aveva l’obiettivo di consentire alle fasce più deboli della popolazione di avere una fonte di entrate in attesa di trovare un lavoro, il Reddito di Quarantena ha l’obiettivo di garantire la “sopravvivenza” di tutti sino a quando l’emergenza legata al Covid-19 non sarà terminata.

Secondo gli autori della proposta, la misura dovrebbe concretizzarsi in un sussidio di 751 euro da erogare a tutte le famiglie italiane per i prossimi mesi, fino a quando non si potrà tornare a una situazione di normalità (o quasi).

Reddito di Quarantena, a cosa serve

La strategia ideata dai due economisti ricalca, se vogliamo, quella degli animali che vanno in letargo durante i mesi più freddi dell’anno. Riducono al minimo le loro funzioni vitali, per spendere il meno possibile e risvegliarsi in piena forma (o quasi) a inizio primavera.

Con il reddito di quarantena, tutti quanti (dipendenti pubblici, dipendenti privati, lavoratori autonomi e imprenditori) dovrebbero entrare in uno stato di “ibernazione” che consentirebbe loro di non dover erodere i loro risparmi.

In questo modo, quando la crisi sanitaria (e quella economica che sta emergendo) sarà terminata, sia le aziende sia le famiglie avranno la liquidità necessaria per far ripartire l’economia, sia dal lato della domanda sia da quello dell’offerta.

Una soluzione win-win, insomma, quanto meno per gli “attori passivi” della storia. Il costo maggiore, infatti, dovrebbe pesare sulle casse delle Stato.

Quanto costerebbe il reddito di quarantena allo Stato

Trattandosi di una misura universale, rivolta a tutti i nuclei familiari del nostro Paese senza distinzione di posizione lavorativa o reddito, le casse dello Stato si troverebbero a sostenere un costo molto elevato. Secondo i calcoli dei due proponenti, il reddito di quarantena costerebbe circa 19 miliardi di euro al mese. Se la misura dovesse essere garantita per un trimestre, il conto finale sarebbe di circa 58 miliardi di euro.

La spesa, ovviamente, non sarebbe interamente in deficit. Anzi: secondo i due economisti, in questo stesso periodo lo Stato dovrebbe sospendere il pagamento di stipendi ai dipendenti pubblici, pensioni e altre forme di sostegno (come il Reddito di cittadinanza).

Così facendo, riuscirebbe a recuperare circa 80 miliardi di euro, con un saldo positivo di 22 miliardi di euro. Per un po’ di tempo, insomma, dovremmo stringere tutti la cinghia (anche le aziende sospenderebbero il pagamento degli stipendi dei loro dipendenti) per stare meglio nel corso dell’estate, quando l’economia dovrebbe ripartire