La Reggia di Caserta “sfregiata”, tra incuria e trascuratezza

Si tratta di un fatto risalente probabilmente all’epoca del secondo conflitto mondiale, non riconducibile a periodi recenti.

Dopo la denuncia delle biciclette abbandonate al proprio destino, ecco che arriva un altra segnalazione che riguarda la Reggia di Caserta. Questa volta, l’incresciosa vicenda, ha davvero dell’incredibile. Ebbene sì, perché non si spiega come centinaia di custodi in servizio a Palazzo Reale, non hanno visto quel balordo che, armato di un punteruolo o di un coltello, ha “sfregiato” per non dire devastata, una parte della balaustra dello Scalone d’Onore della Reggia di Caserta. Come tanti altri episodi dello stesso tenore accaduti all’interno del Palazzo Reale.

Ecco, allora, che torniamo alla nostra tesi: la Reggia di Caserta come l’intera città, giace nel totale abbandono e trascuratezza, senza che nessuno se ne interessi realmente. Per non parlare della mancanza della comunicazione e delle iniziative culturali ma anche dal punto di vista della preparazione del personale e della sua organizzazione. Ciò che a noi preme sapere è come mai nessuno si è accorto di nulla? Il vandalo o il ladro di turno sfregia, danneggia e se ne va tranquillamente così come è entrato? Questo interrogativo lo giriamo al  direttore ad interim della Reggia di Caserta e Direttore generale dei Musei del Ministero dei Beni culturali Antonio Lampis ma anche ai funzionari che vi lavorano al Palazzo Reale. Avremo risposta nel merito? Chi lo sa…

AGGIORNAMENTO

 A seguito della segnalazione giunta in redazione, e l’articolo sopracitato, che denuncia un presunto atto di vandalismo sullo  della Reggia compiuto da visitatori ieri o nei giorni scorsi, i responsabili del laboratorio di restauro della Reggia di Caserta, dopo un sopralluogo, hanno redatto una relazione che fornisce gli opportuni chiarimenti in merito.

Si tratta di un fatto risalente probabilmente all’epoca del secondo conflitto mondiale, come conferma la data incisa sul marmo che si vede anche nella foto a corredo dell’articolo giornalistico. “Le iscrizioni sul marmo della balaustra dello scalone della Reggia di Caserta – spiegano i responsabili del laboratorio – presenti anche sui basamenti delle colonne del vestibolo superiore, sono state realizzate in vari periodi risultando annerite dalla polvere e dai depositi incoerenti accumulati nei solchi delle incisioni. Tali scritte si evidenziano con date del 1827,1838, 1898, fino ad arrivare al 1944, 1953 e 1985. L’’esame effettuato non evidenzia ulteriori iscrizioni riconducibili a periodi recenti”.

L’episodio segnalato  non può essere pertanto imputato a un atto di vandalismo compiuto in epoca recente ne’ alla mancata sorveglianza da parte del personale della Reggia che peraltro presidia in modo continuativo lo scalone reale. L’Amministrazione della Reggia ricorda che il Direttore a interim della Reggia Antonio Lampis ha disposto la verifica settimanale del decoro museale incaricando i funzionari preposti alla tutela e alla sicurezza di monitorare le aree del palazzo e del parco vanvitelliano.

L’aggiornamento segue per precisazione con pari rilievo della notizia  pubblicata come evidente fake news a ristoro della dignità professionale dei lavoratori della Reggia che  sono impegnati con dedizione, pur nella consapevolezza dell’impossibilità di  una protezione assoluta di un sito cosìi vasto con milioni di visitatori.

Con l’occasione si ricorda che ad aprile si celebrerà il 74° anniversario della Resa di Caserta, ossia l’atto formale conclusivo con cui fu sancita la finene della campagna d’Italia e la definitiva sconfitta delle forze armate nazifasciste in Italia durante la seconda guerra mondiale.

L’atto fu firmato alla Reggia di Caserta il 29 aprile 1945 alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore russo: esso prevedeva una resa incondizionata che doveva diventare operativa a partire dal 2 maggio.

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