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La Vaccheria e i suoi rifugi

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Il nucleo più antico del borgo della Vaccheria si sviluppò intorno al casino poi definito “Vecchio”, abbandonato dal re Ferdinando dopo la morte del figlio Carlo Tito, nel 1778.

L’aspetto dell’edificio è quello di un’aristocratica dimora di campagna, con stalle per l’allevamento del bestiame. Sorto per volontà del re in splendida posizione panoramica sulla piana di Caiazzo, solcata dal Volturno, ha
pianta rettangolare ed è composto da tre livelli e un seminterrato; dal pronao si accede ad una piccola cappella dedicata a San Leucio ed alla scala che porta ai piani superiori, adibiti ad appartamenti per il re e il suo seguito. L’unico elemento di similitudine con il Belvedere è la presenza di numerosi comignoli.

Nello spiazzo antistante al casino, terminava la strada che collegava il Belvedere con la Vaccheria e il Casino di San Silvestro.

Nella piazza del Borgo fu eretta la chiesa di S. Maria delle Grazie, su progetto di Collecini portato a termine dall’architetto Patturelli, per soddisfare le esigenze religiose degli abitanti del quartiere che, prima della rivoluzione del 1799, lavoravano nella fabbrica di calze situata nell’edificio.

L’inaugurazioneavvenne il 2 luglio 1805 con grandi festeggiamenti che si protrassero per otto giorni  e culminarono con un concerto diretto da Paisiello.

La facciata di tufo a blocchi squadrati è in stile neogotico, con richiami all’architettura normanna siciliana.

Nella pala dell’altare maggiore è rappresentata la veduta della colonia di San Leucio con il Belvedere e i quartieri operai. L’opera è di Pietro Saia e risale al 1805. A partire dalla piazza della Vaccheria si sviluppa il quartiere della Madonna delle Grazie, in origine adibito a canetteria e ad abitazione dei guardiacaccia e poi destinato ai lavoratori dellafabbrica di calze.

L’impianto progettuale richiama le case a schiera di San Leucio, pur con una maggiore semplicità delle caratteristiche formali. Adiacente alla chiesa, sorge il Fabbricato detto della “Vaccheria” realizzato a croce latina nel 1774-75 per ospitare le vacche di Sardegna, poi trasformato in fabbrica di tessuti di cotone nel 1826-27

Nelle foto i rifugi e appostamenti del RE usati durante le sue battute di caccia, dislocati nel bosco della Vaccheria. ( altri 2 piccoli monumenti nel bosco sono macerie)

Storia che decade…Kest’è !

    

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