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Marino vuole a Lo Uttaro il biodigestore, ma nessuno lo digerisce

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 Il primo cittadino di Caserta,  continua a non fregarsene della scellerata scelta de Lo Uttaro, area superinquinata a ridosso delle afflitte cittadine di San Nicola la Strada e San Marco Evangelista, quale sede di un nuovo biodigestore che solo lui riesce a digerire.

Ecco cosa ha detto costui, che fino a poco tempo fa, quando stava all’opposizione, si batteva, con encomiabile energia, esattamente per il contrario:
Caserta ha una difficoltà enorme; noi paghiamo 140 euro a tonnellata facendo pagare le tasse più alte d’Italia ai nostri concittadini perché non abbiamo un impianto di umido. In questo modo noi noi porteremo a pagare meno della metà queste somme. Significa abbassare le tasse ai casertani. Un impianto che in altre città sono in pieno centro storico; vedi Reggio Emilia, vedi Brescia ce l’hanno nel cuore della città. Quindi non stiamo parlando assolutamente di rifiuti, ma di umido.

Noi vogliamo, produrremo compost e metano che regaleremo ai casertani come compost per i nostri giardini.

Noi vogliamo finalmente costruire un sistema con la differenziata e con impiantistica che affronti in modo serio quello che è il benessere dei casertani. Certamente siamo pronti ad accogliere qualunque altra proposta per trovare un sito che possa essere ancora migliore di questo attuale, ma per adesso rimane questo. Noi siamo pronti però ad accogliere proposte, non semplicemente dinieghi”.

Al di là della sventatezza della delibera della giunta casertana di proporre un impianto per il trattamento dei rifiuti in una delle zone più inquinate d’Italia, già dichiarata “da bonificare”, alle deprimenti affermazioni di Marino aveva, comunque, già risposto esaurientemente qualche giorno fa il ComeR, vanno rispettate le leggi e i piani regionali che definiscono criteri e vincoli e affidano questo compito all’Ente d’ambito. Sugli impianti di Reggio Emilia e Brescia, citati come esempi da imitare, il Sindaco Marino sbaglia clamorosamente. Questo non fa che confermare le nostre preoccupazioni e ci spinge a ribadire la nostra contrarietà.” Sul nuovo impianto di trattamento rifiuti che la giunta comunale di Caserta vuole realizzare a Lo Uttaro il Sindaco Marino sembra non avere le idee chiare. Si dice pronto ad accogliere proposte sulla localizzazione dell’impianto, ma forse non sa, o probabilmente fa finta di non sapere, che non spetta all’Amministrazione comunale individuare le aree destinate ad ospitare tali impianti. Infatti l’art. 34 della legge regionale in materia di rifiuti, la n. 14 del 2016, varata solo pochi mesi fa dal Consiglio Regionale campano, attribuisce questo compito, attraverso l’approvazione di un apposito piano, all’Ente d’ambito della provincia di Caserta, che dovrà tener conto dei criteri e dei vincoli definiti nel Piano Regionale Rifiuti. E non si tratta di un mero capriccio del legislatore regionale, ma di una concreta necessità di pianificazione territoriale, senza la quale qualunque comune campano potrebbe proporsi, pur di ottenere i finanziamenti regionali, per la localizzazione delle più svariate tipologie di impianti di trattamento rifiuti, che andrebbero ad aggravare l’impatto ambientale su un territorio già fortemente provato da decenni di smaltimenti, non solo ad opera della criminalità organizzata, ma anche delle strutture commissariali, che, nel nome di una fantomatica emergenza, hanno trasformato una terra fertilissima in una distesa maleodorante di discariche e siti di stoccaggio.

Ma il Sindaco Marino si dimostra inattendibile anche quando, nel tentativo di convincere i cittadini casertani della bontà della scelta, parla di un fantomatico impianto della città di Reggio Emilia che sarebbe localizzato in pieno centro. Gli unici impianti cui il primo cittadino di Caserta potrebbe far riferimento sono l’impianto di compostaggio di località Mancasale, che tratta solo sfalci e potature, oppure quello di solo trattamento meccanico previsto nell’area produttiva di Prato-Gavassa. Entrambi sono localizzati in un’area non urbanizzata ad oltre cinque chilometri di distanza dal centro della città di Reggio e non sono destinati, a differenza di quello che accadrebbe a Lo Uttaro, al trattamento della frazione putrescibile dei rifiuti urbani. E in ogni caso non sono in un’area vasta oggetto di interventi di caratterizzazione ai fini della bonifica. Quanto al presunto impianto virtuoso sito nel centro di Brescia, il Sindaco non può che far riferimento all’inceneritore (altri impianti non ve ne sono in città), che non solo non è un digestore anaerobico, ma è tutt’altro che un impianto virtuoso, i cui effetti dannosi, in una zona caratterizzata da un sensibile incremento dei tumori infantili, non sono ormai più oggetto di contestazione. Avrebbe invece potuto citare l’impianto di trattamento dell’umido di Gricignano dove la popolazione esasperata dalla puzza che si sente ad oltre 2,5 km è insorta appena qualche settimana fa.

A tale distanza i miasmi di Lo Uttaro non tarderebbero a lambire il centro di Caserta, e a soffocare, come già hanno fatto le discariche negli anni passati, il quartiere Acquaviva, quello di San Benedetto e i comuni di Maddaloni, San Marco Evangelista e San Nicola la strada. Abbiamo già avuto modo di manifestare i motivi della nostra contrarietà e questo impianto in zona Lo Uttaro.

Le sortite del Sindaco non fanno che confermare le nostre preoccupazioni.»

Marino e Co, ovvero la combriccola dei cambiocasacca… e delle menzogne.

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