Vie di fuga in caso di emergenza

Ci si domanda : Caserta ha un piano di fuga antisismico? Quali sono le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento dei soccorritori nel capoluogo? Cosa accadrebbe in città in caso di un sisma simile a quello che ha messo in ginocchio diverse località del Centro Italia? Al momento di ufficiale c’è un regolamento del…

Ci si domanda : Caserta ha un piano di fuga antisismico?

Quali sono le aree di attesa, di accoglienza e di ammassamento dei soccorritori nel capoluogo?

Cosa accadrebbe in città in caso di un sisma simile a quello che ha messo in ginocchio diverse località del Centro Italia?

Al momento di ufficiale c’è un regolamento del gruppo comunale di Protezione Civile della città di Caserta approvato lo scorso 16 febbraio e siglato dall’ex commissario straordinario Maria Grazia Nicolò.

Regolamento che disciplina le attività del sistema di Protezione Civile sul territorio comunale in caso di calamità naturali o antropiche. E per il quale il Comune ha ottenuto un finanziamento di 79.704 euro dalla Regione, che, però, come dichiarato dal comandante della polizia municipale, Alberto Negro, non è stato ancora erogato.

Ed è per questo motivo, spiega il capo dei caschi bianchi, «che non sono stati ancora acquistati e installati i segnali informativi per l’indicazione delle vie di fughe in caso di calamità e non è partita la campagna informativa per la popolazione».

 Il piano di evacuazione c’è, ma al momento è in un cassetto in attesa della pubblicazione on line sul sito del Comune. Insomma si è in attesa dell’arrivo dei fondi per finanziare la campagna informativa e di prevenzione.

Ma chi deve assumere decisioni, viene assicurato, sa cosa fare in caso di eventuali emergenze e catastrofi.

Il problema, adesso, è di portare a conoscenza della cittadinanza i dettagli di un piano approvato lo scorso dicembre. Previste una massiccia campagna informativa e anche simulazioni in città, da effettuare di domenica.

Previsti anche progetti specifici destinati agli studenti delle scuole cittadine. «Abbiamo il modello organizzativo – dice il sindaco Carlo Marino – adesso si deve passare alla fase attuativa e portare a conoscenza dei cittadini i dettagli dei piani di evacuazione in caso di calamità, ovviamente con l’auspicio di non essere costretti a dover fronteggiare emergenze simili a quelle vissute nel Centro Italia. Comunque possiamo contare su un gruppo comunale di Protezione Civile che ritengo un fiore all’occhiello per preparazione e organizzazione. Insomma sappiamo cosa fare, adesso dovranno saperlo i cittadini. I fondi? Ne abbiamo già fatto richiesta alla Regione».

Oggi, partiranno nuovi controlli nelle scuole sollecitati da Guerriero – Cobianchi ( leggi ) ma cosa farà il Comune per verificare se i privati hanno proceduto all’adeguamento sismico delle loro abitazioni? «Siamo partiti con il catasto dei fabbricati – continua il primo cittadino – anche le case devono essere sicure. Ma se non ci sono pericoli evidenti non possiamo intervenire, spero che siano approvate leggi che prevedano incentivi per effettuare le verifiche statiche».
Tornando al piano di fuga, le zone di attesa, di accoglienza e di ammassamento dei soccorritori e dei mezzi di soccorso sono state individuate nella fiera di via Ruta, nell’area dell’ex Saint Gobain, nel campo di calcio di via Salvatore Commaia, nello stadio Pinto, in piazza Carlo III e al rione Vanvitelli. Tutte aree dove si potrebbero allestire tendopoli o installare container o casette di legno. Da utilizzare anche il palazzetto dello sport di viale Medaglie d’oro, da sottoporre però ad adeguate verifiche, e le poche scuole a norma.

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