Ore 11,30 la Verde è la quarta a venire giù.

Oggi riprende l’abbattimento degli edifici simbolo della Napoli più degradata. Dell’ecomostro rimarrà un edificio, come monumento e sede della Città metropolitana

Oggi sarà un giorno storico per Scampia, per Napoli e per il Paese.

La prima Vela venne demolita a dicembre 1997. La città attendeva la deflagrazione dell’esplosivo, negli occhi le immagini viste in tv di edifici che si afflosciano su se stessi. Il boato, la polvere che sale e poi si posa: una voragine in basso, i piani alti intatti, sospesi sulla macerie.

Per abbattere la Vela F ci vollero le ruspe, l’estate dell’anno dopo.

Poi toccò alla G nel 2000 e all’H nel 2003. Delle sette vele progettare da Franz Di Salvo nel quartiere di Scampia, a Napoli, ne rimasero quattro. Oggi ricominciano alle ore 11:30 gli abbattimenti: degli edifici simbolo del progettista italiano ne resterà in piedi solo una, la B, che tutti chiamano la Vela Celeste.

Le Vele come ricordiamo sono insediamenti ad uso abitativo realizzati tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70.

Gli edifici, appunto a forma di Vela, con un’altezza anche di 15 piani, ognuno con il nome del colore della facciata, furono costruiti in un’area individuata per lo sviluppo dell’edilizia economica e popolare. In pochi anni sono diventate simbolo di degrado: l’abbandono ha avuto la meglio e per 1400 famiglie la vita è diventata un inferno.

Qui sono state girate celebri scene di “Gomorra”. La Vela Verde è già stata svuotata mentre gli occupanti hanno trovato alloggio in nuove costruzioni realizzate nello stesso quartiere.

Delle sette Vele, tre sono state demolite negli anni passati (dal 1995 al 2003). La Verde è la quarta a venire giù.