Parco Mecos, indagati e sequestri, accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta: falsificati i certificati di agibilità

Parco Mecos, indagati e sequestri, accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta: falsificati i certificati di agibilità. La Procura sammaritana delega le misure ai carabinieri in un’inchiesta che poggia sulle accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta: falsificati i certificati di agibilità. Per la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere…

Parco Mecos, indagati e sequestri, accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta: falsificati i certificati di agibilità. La Procura sammaritana delega le misure ai carabinieri in un’inchiesta che poggia sulle accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta: falsificati i certificati di agibilità.

Per la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha coordinato le indagini, «le case dei ferrovieri» ovvero i 20 gli appartamenti facenti parte di un complesso residenziale di San Nicola la Strada, al Parco Mecos, non avrebbero avuto i requisiti necessari per ospitare i migranti e hanno per questo iscritto sul registro degli indagati per i reati di falso in atto pubblico e turbativa d’asta quattro persone: un geometra dell’Ufficio Tecnico del Comune di San Nicola la Strada e tre imprenditori, ovvero i due amministratori delle società titolari degli immobili e il gestore della società che li ha fittati. Per gli inquirenti i quattro avrebbero falsificato i documenti necessari per ottenere il rilascio del certificato di agibilità dei locali e partecipare così al bando della prefettura di Caserta per il servizio di accoglienza dei migranti.

Parco Mecos, indagati e sequestri

I carabinieri lo hanno sequestrato su ordine del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere gli oltre venti appartamenti  che sono stati  utilizzati fino all’inizio dell’anno in corso per l’accoglienza di oltre 130 extracomunitari. Gli appartamenti poi furono sgomberati dalle forze dell’ordine il 3 gennaio scorso a causa delle tensioni tra i migranti e le famiglie italiane residenti nello stesso stabile, sfociate nei mesi passati in numerose manifestazioni di protesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *