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Per il sindaco la “busta verde” della Procura

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CASTEL VOLTURNO – Dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere è stato notificato al sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo e ad alcuni suoi assessori , l’atto con il quale quest’ultima chiede al tribunale una proroga delle indagini preliminari.

Questo accade quando il pubblico ministero ritiene di avere la possibilità di entrare in possesso di altri elementi e di altri indizi, atti a costruire una richiesta di rinvio a giudizio o quantomeno ad arrivare ad una formale chiusura delle indagini, quale viatico per domandare al tribunale che gli indagati, divenuti, a quel punto, imputati, vengano processati.

La legge regola i termini entro i quali le indagini devono essere realizzate. Ma la pubblica accusa ha la possibilità di chiedere almeno una proroga, con l’obbligo però, di notificare questa sua domanda alla persona sottoposta ad indagini la quale ha 5 giorni a disposizione, a partire dalla notifica, per presentare opposizione alla citata richiesta di proroga.

In poche parole, la ricezione di un atto di questo tipo, rappresenta uno dei modi per venire ufficialmente a conoscenza di essere indagati.

Nel caso di Castel Volturno, probabilmente, non è stato decisivo l’arrivo nelle case del sindaco Dimitri Russo e degli assessori, della famosa “busta verde”, dato che, già nei mesi scorsi, qualcuno degli indagati aveva conosciuto il suo status, in quanto era stato interrogato dal pubblico ministero, dottor Quaranta, alla presenza del proprio avvocato, previa convocazione con un avviso di comparizione che vale come informazione di garanzia.

Ma quando un indagato non viene interrogato, l’istanza di proroga delle indagini oppure l’avviso di chiusura delle stesse, ai sensi dell’articolo 415 bis del codice penale, rappresentano strumenti per avere contezza di essere sottoposti ad un’indagine e di essere iscritti nell’apposito registro.

Non sappiamo se Dimitri Russo conoscesse o meno di essere sottoposto ad indagine con l’ipotesi di resto corruzione e voto di scambio. Ma se non lo sapeva, ne è venuto a conoscenza in questi giorni. La vicenda riguarda l’ampliamento della clinica Pineta Grande e la presunta connessione ad alcune assunzioni, realizzate nella struttura sanitaria, prima e dopo che il consiglio comunale si riunisse e votasse la modifica di destinazione d’uso.

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