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Il Post del ‘Salviniano’ e del mediatore culturale

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ROMA – Dopo qualche giorno dopo il grave episodio di stupro di gruppo a Rimini, compaiono su facebook due post, uno di Saverio Siorini di Noi con Salvini, l’altro di un giovane mediatore culturale Abid Jee, che scuotono la giornata.

« Ma alla Boldrini e alle donne del Pd, quando dovrà succedere? » questo il post scritto su facebook dal segretario cittadino di San Giovanni Rotondo (Foggia) di Noi con Salvini, Saverio Siorini, che su Facebook, dopo aver condiviso la notizia dello stupro riminese,

Siorini torna sull’argomento, sempre su Fb, dopo alcune ore vedendo le  numerose reazioni indignate, e tenta una retromarcia: «Capisco che il mio post è stato frainteso e anche strumentalizzato a favore di qualcuno, ma è tanta la rabbia per questa giovane donna stuprata, e il silenzio della Boldrini e di tutte le femministe (che hanno preferito accanirsi su di me), che non ci ho visto più. Ovvio che non era mia intenzione augurare il male a nessuno, con questo non cambio idea: auguro una castrazione chimica a tutti gli stupratori e la rabbia del popolo a tutti i complici del Pd».

Contro Siorini, stizzita la reazione del circolo locale del Pd: «L’odio genera odio. Il partito di Matteo Salvini lo sa, ma nonostante questo continua a coltivarlo, diffonderlo, giustificarlo. A San Giovanni Rotondo si è superato ogni limite».

Frasi ritenute inaccettabili anche dalla Lega Nord, visto che passano pochi minuti e Romano Sasso, il coordinatore pugliese di «Noi con Salvini» sancisce su due piedi l’espulsione: «Siorini da oggi non è più un nostro iscritto. Le sue parole non rispecchiano nella maniera più assoluta il pensiero del movimento».

Archiviata la vicenda pugliese, esplode poco dopo la bufera su Abid Jee, un 24enne mediatore culturale di Rimini, dipendente della cooperativa sociale Lai-Momo, che su Fb, in un incerto italiano, scrive: «Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio (…) poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale». Commento rimasto on line pochi minuti, poi rimosso, ma qualcuno ha fatto lo screenshot, segnalandolo a fb, con annessa denuncia alla polizia postale. Conseguente la segnalazione al datore di lavoro.

AGGIORNAMENTO

La coop Lai-Momo ci tiene a sottolineare sulla sua pagina facebook: “Abbiamo verificato e confermiamo che si tratta del facebook di un nostro dipendente” e ribadisce “la ferma condanna delle affermazioni contenute nel post, in quanto profondamente contrarie ai principi che sono alla base del nostro pensiero e modo di lavorare”. Stiamo prendendo tutti i provvedimenti necessari”

Il leader di MNS, Gianni Alemanno: « Quindi un loro dipendente scrive che alle donne praticamente piace essere stuprate e loro non lo cacciano subito? Una vergogna! #Rimini», Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) : «Va indagato e messo in galera per istigazione a delinquere». Anche Roberto Calderoli (Lega) chiede l’intervento della magistratura, mentre l’assessore al welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, parla di parole di «una gravità inaudita». Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, definisce il suo post «pura bestialità, incompatibile con il lavoro svolto».

Ma anche su questo caso, sempre esponenti della destra, ritirano in ballo Laura Boldrini.

Prima Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda, poi l’azzurra Daniela Santanchè, si chiedono perchè la Presidente della Camera non dica nulla sulle parole del mediatore.

 

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