Ritirati i 190 licenziamenti alla Jabil di Marcianise.

Marcianise – Era il 21 maggio quando la JABIL  multinazionale Usa  annunciò il licenziamento dei lavoratori della fabbrica di Marcianise (Caserta). Una decisione che era arrivata nonostante il divieto appena previsto dal decreto Rilancio. Dopo giorni giorni di trattative e un tavolo al ministero del Lavoro saltato la scorsa settimana, la società ha ritirato i 190 licenziamenti annunciati e previsto il ricorso…

Marcianise – Era il 21 maggio quando la JABIL  multinazionale Usa  annunciò il licenziamento dei lavoratori della fabbrica di Marcianise (Caserta). Una decisione che era arrivata nonostante il divieto appena previsto dal decreto Rilancio. Dopo giorni giorni di trattative e un tavolo al ministero del Lavoro saltato la scorsa settimana, la società ha ritirato i 190 licenziamenti annunciati e previsto il ricorso ad altre cinque settimane di cassa integrazione per Covid.

È una nota della Fim ad annunciare il punto di caduta della mediazione tra multinazionale americana, la ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, l’assessore regionale al Lavoro Sonia Palmeri e i sindacati. Il risultato, dicono Raffaele Apetino Segretario Generale Fim Cisl Campania e Nicodemo Lanzetta Segretario Generale Fim Cisl Caserta, è stato raggiunto dopo 7 ore di confronto non stop.

“ La Jabil ha deciso di revocare i 190 licenziamenti dello stabilimento di Marcianise. In questi giorni abbiamo lavorato senza sosta per giungere al miglior accordo possibile per tutti, a cominciare dai lavoratori. Non è stato facile, ma alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati – dice la ministra Catalfo su Facebook – Con le misure ordinarie e straordinarie messe in campo dal mio ministero e dal Mise per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, i lavoratori di Jabil non solo riceveranno un sostegno al reddito con la cassa integrazione, ma saranno accompagnati in un percorso di ricollocazione verso altre aziende. Continuerò a seguire la questione, assicurandomi che venga garantita loro un’adeguata prospettiva occupazionale”, conclude Catalfo che sottolinea come alla mediazione abbiano lavorato anche i tecnici del ministero del Lavoro e il sottosegretario al Mise, Alessandra Todde.

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