Dal Monumento ai Caduti a piazza della Prefettura, la mobilitazione attraversa la città. Nel mirino il costo della vita, il caro carburanti e le difficoltà di chi lavora ogni giorno per mandare avanti il Paese.
CASERTA – Il malcontento scende in piazza e coinvolge anche gli studenti. A Caserta è prevista una mobilitazione con partenza dal Monumento ai Caduti e arrivo in piazza della Prefettura, nel segno della protesta contro il caro vita e delle difficoltà che stanno mettendo in ginocchio il mondo degli autotrasportatori.
Una questione che va ben oltre il prezzo del carburante. Quando aumentano i costi del trasporto, a pagare il conto rischiano di essere tutti: le imprese, i lavoratori, le famiglie e i consumatori. Perché la merce non viaggia da sola e ogni rincaro lungo la filiera può trasformarsi in un ulteriore peso per chi, già oggi, fatica ad arrivare alla fine del mese.
Gli autotrasportatori, soprattutto i piccoli imprenditori che mandano avanti l’attività con pochi mezzi e sacrifici enormi, denunciano da tempo una situazione difficile. Tra carburante, manutenzione, assicurazioni e spese di gestione, i margini diventano sempre più stretti. Per molti, continuare a lavorare rischia di diventare una corsa a ostacoli.
E allora la domanda è inevitabile: quanto può resistere chi lavora senza riuscire più a sostenere i costi del proprio lavoro?
La mobilitazione degli studenti richiama l’attenzione su un problema che riguarda l’intera società. Il caro vita non distingue tra generazioni: colpisce chi studia, chi lavora, chi fa impresa e chi cerca semplicemente di mantenere la propria famiglia.
Per Ciro Guerriero e Caserta Kest’è, il punto politico è chiaro: le proteste non si affrontano con superficialità, né si liquidano con slogan o contrapposizioni. Si ascoltano le ragioni di chi manifesta e si cercano risposte concrete.
Perché chi protesta per lavorare e vivere dignitosamente non chiede privilegi: chiede di non essere lasciato solo.
Il corteo verso piazza della Prefettura sarà un’occasione per portare queste preoccupazioni all’attenzione delle istituzioni. Adesso servono ascolto, responsabilità e interventi capaci di incidere davvero sui costi che gravano su imprese e cittadini.
Perché quando lavorare non basta più per vivere dignitosamente, il problema non riguarda soltanto una categoria. Riguarda tutti noi.














Lascia un commento