Tantissimi giovani al convegno sul Sexting organizzato da Kestè

CASERTA – Venerdì sera, presso il Coffea in via San Carlo 50, ha avuto luogo la presentazione di uno ‘short’ dal vivo, seguito da un mini convegno sul fenomeno del sexting e le sue conseguenze, organizzato da Caserta Kest’è in collaborazione con la Dott. Anna De Luca pedagogista, esperta in counselor vittimologico e consulente della formazione in contesti educativi.

L’evento ha avuto un grande successo , essendo un fenomeno sempre più in voga grazie alle tecnologie diffuse anche tra i giovanissimi ( telefonini sempre accessibili e connessi con il mondo) ma che conferma come la sessualizzazione degli adolescenti e non solo, passi sempre più attraverso internet e il sexting, ovvero la pratica di inviare foto di particolari delle parti più intime del proprio corpo.

Immagini e parole, spesso molto esplicite creano un legame immediato con chi legge e una nuova forma di intimità a forte contenuto sessuale.

Secondo gli esperti il ‘sexting’ può rappresentare un modo, specie nei giovanissimi, per esplorare la sessualità.

Si può intendere come preludio o sostituto di un’attività sessuale ancora non affermata. Molto spesso il sexting viene utilizzato per rafforzare i legami già esistenti, una nuova forma di gioco o corteggiamento.

Queste funzioni positive non devono però farci dimenticare i rischi, anche rilevanti, che il ‘sexting’ può comportare. Anche se apparentemente il fenomeno può apparire agli occhi dei giovani come innocuo, in realtà esso porta con sé gravi problemi.

Tantissimi giovani al convegno sul Sexting organizzato da Kestè  Anche se le immagini o conversazioni a sfondo sessuale possono essere scambiate tra due persone, in realtà il materiale può diffondersi in modo virale in rete, attraverso i messaggi e i social network.

Si può perdere il controllo di ciò che viene inviato, diffondendosi a macchia d’olio. Le cronache spesso raccontano le tragiche conseguenze di questi fenomeni.

Ma non solo, anche l’età sembra abbassarsi in modo vertiginoso: l’età media dei primi messaggini hot è compresa tra gli 8 e i 9 anni.

Le conseguenze, dunque, sono molteplici, a diversi livelli. Il sexting può portare con sé fenomeni come il cyberbullismo e la pedofilia, che possono nascere proprio da questo scambio di materiale e sfondo sessuale.

Anche se i ragazzi inviano a una persona precisa il contenuto erotico, esso può essere diffuso in rete senza possibilità di controllo.

È importante anche precisare che se una delle due persone che si scambia foto e video provocanti è minorenne, anche se uno ha diciotto anni e l’altro diciassette, si rischia di incorrere nel reato di pedopornografia. “È importante, dunque, agire preventivamente, aiutando bambini e adolescenti a capire l’importanza di un uso corretto e responsabile della rete , ha sottolineato la dott.ssa Anna De Luca.

Tantissimi giovani al convegno sul Sexting organizzato da Kestè  Come sempre, è importante coltivare un dialogo aperto e sincero con i propri figli, dimostrando interesse e partecipazione anche alla loro vita virtuale. I genitori, anche se a volte restii all’uso delle nuove tecnologie, devono avvicinarsi ad esse per capire di cosa stanno parlando i loro figli. Lavorare insieme sull’importanza dell’immagine con cui ci si presenta in rete e nei vari social diventa fondamentale: anche se la vita reale è diversa dalla vita virtuale, le conseguenze di ciò che si fa in quest’ultima sfociano necessariamente nella prima.

Discutere, partendo anche da fatti di cronaca, del fenomeno del sexting e delle sue ripercussioni psicologiche, relazionali e legali. Riflettere insieme su come si sentono le persone coinvolte, a quali bisogni cercano di rispondere e quali possono esserne le conseguenze, toccando in maniera semplice e chiara, adeguandosi al livello di sviluppo del bambino, anche fenomeni come il cyberbullismo e la pedopornografia, “conclude la dottoressa.

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