TRUMP CONTRO IL PAPA: L’ENNESIMA SPARATA DEL TYCOON CHE SCAMBIA IL VATICANO PER IL DIPARTIMENTO DI STATO
Donald Trump colpisce ancora. Stavolta il bersaglio è Papa Leone, finito nel mirino dell’ex presidente americano con una delle sue classiche cannonate verbali. Il tycoon avrebbe liquidato il Pontefice come “debole e disastroso in politica estera”.
Ora, che Trump abbia un rapporto complicato con la diplomazia non è esattamente una novità. Ma qui il problema è un altro: qualcuno dovrebbe spiegargli che il Papa non è il segretario di Stato degli Stati Uniti.
Perché accusare il Pontefice di essere inefficace nella politica estera significa non aver capito – o far finta di non capire – quale sia il ruolo della Chiesa nel mondo. Il Papa può essere mediatore, voce morale, facilitatore di dialogo, ma non è lui che firma trattati militari o decide le strategie geopolitiche del pianeta.
Insomma, pretendere che il Papa gestisca la politica estera globale è come chiedere a un arbitro di giocare la partita al posto delle squadre.
Il risultato? L’ennesima uscita arrogante e superficiale, buona forse per incendiare i social e galvanizzare la tifoseria politica, ma decisamente povera sul piano culturale e diplomatico.
Perché criticare è legittimo. Ma quando lo si fa confondendo il Vaticano con la Casa Bianca, il rischio è uno solo: passare non per leader globale… ma per uno che parla prima di accendere il cervello.














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