«La mia solidarietà va a Giorgia Meloni per le offese ricevute, ma più in generale a chiunque venga insultato con quel linguaggio». Lo ha dichiarato Roberto Vannacci, presidente di Futuro Nazionale, intervenendo a Napoli per l’inaugurazione della sede di Napoli , commentando gli attacchi rivolti alla presidente del Consiglio dal presentatore russo Vladimir Solovyov.dove erano presenti tanti simpatizzanti tra cui Rachele Miraglia di Mondragone, Valentino Grant manager e politico italiano Arnaldo Gadola responsabile della sez 203, Ciro Guerriero, aspirante sindaco di Caserta e tantissimi giovani futuristi ,.
«Meloni rappresenta un’istituzione dello Stato – ha spiegato Vannacci – ma avrei espresso la stessa solidarietà anche se le stesse parole fossero state rivolte a Elly Schlein o a qualsiasi altro rappresentante politico o semplice cittadino. Un linguaggio di quel tipo è inaccettabile».
Vannacci ha poi precisato che le dichiarazioni del presentatore russo non possono essere considerate istituzionali: «Quella persona rappresenta solo se stessa. Non fa parte di un’istituzione, è un conduttore televisivo e come tale lo considero».
Durante l’incontro con i cronisti, l’ex generale ha anche risposto a chi gli chiedeva se si sentisse “a casa” a Napoli. «Io mi sento a casa in tutta Italia – ha affermato – non faccio differenze tra Napoli e il resto del Paese. Mi sento a casa a Napoli, a Palermo, a Milano, a Udine, a Trieste, che considero la più italiana delle città italiane». E alla domanda se per lui Napoli e Salò siano sullo stesso piano ha replicato: «È tutta Italia. Pensate forse che siano due Stati diversi?».
Infine Vannacci ha affrontato il tema della cosiddetta “remigrazione”. «Non capisco chi ne abbia paura. Il termine significa semplicemente ritorno nel Paese d’origine. È un processo che esiste da decenni e può avvenire in diverse forme: volontaria, come è accaduto a molti italiani emigrati all’estero e poi rientrati; facilitata, attraverso programmi di ritorno; oppure coatta, nei casi di persone entrate illegalmente o che commettono reati».
Secondo Vannacci, inoltre, «chi offende la nostra società o pretende di imporre modelli incompatibili con il nostro ordinamento, come la sharia, non ha titolo per restare in Italia».














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