A Caserta è bastata una notte di vento forte per far venire giù un grosso albero nel rione Vanvitelli. Il tronco si è abbattuto lungo la strada del quartiere, centrando auto parcheggiate e strutture. Per fortuna, almeno stavolta, nessun ferito.
Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, impegnati a rimuovere la pianta e a mettere in sicurezza l’area. Intanto i residenti si sono svegliati con la strada bloccata, detriti ovunque e macchine ammaccate.
Ma fermarsi al vento sarebbe troppo facile.
Perché il vento è stato solo il detonatore. Il problema vero è un altro: anni di abbandono e manutenzione latitante del verde pubblico.
Negli ultimi dieci anni – durante l’era dell’ex sindaco Carlo Marino – il verde cittadino è stato lasciato andare alla deriva. Una gestione finita nelle mani dell’ufficio tecnico guidato dall’ex dirigente Franco Biondi, tra incarichi discutibili, manutenzioni fantasma e appalti finiti nel mirino della procura di Santa Maria Capua Vetere nell’inchiesta sulle presunte mazzette.
Il risultato? Alberi cresciuti senza controllo, rami secchi, radici che spaccano marciapiedi e strade. Una bomba a orologeria verde nel cuore della città.
Lo dice senza giri di parole un residente del quartiere:
«Stanotte è stato il vento. Ma qui gli alberi non li controlla nessuno da anni. I rami sono secchi, le piante pericolose. Aspettiamo il morto prima di intervenire?»
Domanda che, a Caserta, inizia a pesare come un macigno
ORA.















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