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“LELLO IL SENSITIVO” E RAZZANO VEDEVANO TUTTO… TRANNE LA FINANZA

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L’INCHIESTA SORRENTO TRAVOLGE ANCHE TERRA DI LAVORO TRA MAZZETTE, APPALTI E “BRAND” DA 409MILA EURO

Altro che promozione turistica. Qui il “Brand Sorrento” rischia di trasformarsi nel brand delle mazzette.

L’inchiesta della Guardia di Finanza di Massa Lubrense e della Procura di Torre Annunziata, che ha fatto scattare nove misure cautelari, allunga i suoi tentacoli fino al Casertano e tira dentro due nomi noti di Terra di Lavoro: Raffaele Guida, meglio conosciuto come “Lello il Sensitivo”, e Giuseppe Razzano, ex uomo Pd, già vicino all’europarlamentare Pina Picierno, componente Asi indicato dalla Regione e persino candidato sindaco a Maddaloni.

Una miscela esplosiva tra politica, affari, appalti pubblici e presunti accordi sottobanco.

Secondo la Procura, Razzano avrebbe agito insieme all’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola e proprio a Guida, considerato dagli investigatori il “pontiere” dell’operazione. Il sospetto degli inquirenti è pesantissimo: un patto corruttivo per pilotare l’appalto sulla promozione del “Brand Sorrento”.

Il meccanismo ipotizzato dagli investigatori sembra uscito da una sceneggiatura all’italiana: 20mila euro in contanti consegnati da Razzano a “Lello il Sensitivo”, con metà della somma – 10mila euro – destinata, secondo l’accusa, all’allora sindaco Coppola.

In cambio? Favori amministrativi.

Per la Procura, il primo cittadino avrebbe “comprato” con quei soldi la propria funzione pubblica, agevolando la ditta individuale “Comunicando” di Razzano nell’aggiudicazione di un appalto da 409mila euro per promuovere Sorrento tra aeroporti, stazioni e città italiane.

Il dettaglio che fa tremare il castello politico-amministrativo è un altro: secondo gli inquirenti, la società non avrebbe nemmeno avuto i requisiti necessari.

Ed è qui che compare un altro nome: Donato Sarno, tecnico comunale e responsabile dell’ufficio Eventi del Comune di Sorrento, che secondo la Procura avrebbe subito pressioni e indicazioni per agevolare la procedura.

Ma non finisce qui.

Per Razzano spunta anche una seconda ipotesi di reato legata a un affidamento da 135mila euro per il progetto “Nuovi servizi al cittadino” destinato ai servizi demografici e assegnato a una società di Brusciano.

E poi ci sono pure le “panchine smart”. Sì, perché nell’inchiesta compare anche un ulteriore incarico relativo alla fornitura e posa di panchine intelligenti nel Comune di Sorrento.

Turismo, tecnologia, servizi pubblici: secondo gli inquirenti, tutto avrebbe ruotato attorno allo stesso sistema di relazioni e favori.

Intanto il gip ha disposto per Razzano gli arresti domiciliari dopo l’interrogatorio preventivo richiesto dalla Procura.

E così, tra sensitivo, politici, appalti e smart city, la costiera sorrentina finisce dentro una vicenda che profuma molto meno di limoni e molto più di retroscena da Prima Repubblica.

 
   
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