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CASERTA SOGNA 400MILA SPETTATORI. PECCATO CHE I PARCHEGGI SIANO FUORI USO

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CASERTA – La parola d’ordine è sempre la stessa: grandi eventi, grandi numeri, grandi annunci. Gli organizzatori continuano a raccontare di una città pronta a diventare capitale dello spettacolo. Peccato che, mentre si contano le decine di migliaia di spettatori attesi tra il Belvedere di San Leucio e piazza Carlo III, qualcuno si sia dimenticato di un dettaglio banale: dove mettere le poppò ?(macchine)

Le stime parlano di circa 400mila presenze da qui a settembre. Una cifra imponente che farebbe tremare qualunque città dotata di infrastrutture efficienti. Figuriamoci Caserta, dove i tre parcheggi più strategici risultano chiusi da anni e dove ogni grande evento si trasforma puntualmente in una caccia al posto auto.

Il parcheggio Pollio? Chiuso. Quello di piazza IV Novembre? Chiuso. Il parcheggio sotterraneo di piazza Carlo III, che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello dell’accoglienza cittadina? Anche quello fuori gioco.

E così la soluzione sarebbe quella di spedire automobilisti e visitatori nei comuni vicini: San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Casapulla, perfino Santa Maria Capua Vetere. Da lì, navette verso i luoghi dei concerti.

Traduzione: Caserta organizza gli eventi, gli altri comuni ospitano le auto.

Naturalmente si parla di piani traffico, strategie condivise, organizzazione impeccabile. Peccato che, a poche settimane dagli appuntamenti più importanti dell’estate, i dettagli continuino a essere avvolti nella nebbia. Dove saranno esattamente queste aree di sosta? Quante navette sono previste? Con quali frequenze? Come verranno informati i visitatori provenienti da tutta la Campania e dal resto del Sud?

Domande semplici. Risposte, per ora, poche.

Il rischio è che si ripeta il copione già visto: strade congestionate, parcheggi improvvisati, residenti ostaggio del traffico e parcheggiatori abusivi pronti a fare affari dove la programmazione pubblica non arriva.

Per anni la politica cittadina ha preferito tagliare nastri e presentare cartelloni piuttosto che risolvere il problema strutturale della mobilità. Oggi arriva il conto. Perché organizzare eventi è relativamente facile. Governare le conseguenze molto meno.

Caserta si prepara ad accogliere centinaia di migliaia di persone con il solito biglietto da visita: parcheggi chiusi, traffico da incubo e improvvisazione elevata a sistema.

I concerti riempiranno le piazze. Resta da capire se qualcuno riuscirà a riempire il vuoto lasciato da anni di occasioni perdute.

 
   
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