A Caserta c’è chi prepara tavoli, candidature, aperitivi elettorali e selfie di coalizione, alleanze improponibili.
Noi con Casertakestè , nessuna bolletta pagata, le nostre sedi elettorali (saranno le panchine rotte in città) le vostre case se ritenete e volete onorarci.
Noi, vogliamo parlare di una sola cosa: i conti.
Perché, alla fine, la politica passa, ma i debiti restano. E li paghiamo NOI cittadini.
Da settimane raccogliamo indiscrezioni che arrivano dagli ambienti tecnici impegnati nella gestione finanziaria del Comune durante il commissariamento. Indiscrezioni che, se confermate dalla documentazione contabile che stiamo cercando di acquisire, disegnerebbero un quadro estremamente preoccupante.
Si parla di una massa debitoria che potrebbe aggirarsi attorno ai 250 milioni di euro.
Lo ripetiamo: non disponiamo ancora degli atti necessari per verificare e ricostruire nel dettaglio questa cifra. Per questo, fino a quando non avremo i documenti, restiamo nel campo delle indiscrezioni.
Ma se quei numeri trovassero conferma, non saremmo davanti a un incidente amministrativo.
Saremmo davanti al conto finale di oltre vent’anni di amministrazioni, alternanze, promesse, dissesti, risanamenti annunciati e conti che, invece di diminuire, sembrano essersi moltiplicati.
Dal dissesto del 2011 fino alle successive vicende finanziarie del Comune, la domanda è sempre la stessa:
chi ha davvero rimesso in ordine i conti di Caserta?
Oppure ogni amministrazione ha semplicemente passato il cerino acceso a quella successiva?
Nel frattempo la città si avvicina alle elezioni.
I candidati aumentano quasi con la stessa velocità con cui, secondo le indiscrezioni, sarebbero cresciuti i debiti.
L’unico ad aver ufficializzato da tempo la propria candidatura è il dott. Ciro Guerriero, fondatore di un vero movimento civico Caserta Kest’è, che continua a sostenere la necessità di affrontare prima di tutto la questione finanziaria.
Perché senza conti in ordine, ogni programma elettorale rischia di diventare un esercizio di fantasia.
Nel frattempo la Commissione Straordinaria potrebbe proseguire il proprio mandato nei termini previsti dalla legge, mentre resta aperto il nodo del ritorno alle urne.
Ma il vero interrogativo è un altro.
Quale amministrazione erediterà realmente i conti del Comune?
E soprattutto:
servirà un intervento straordinario dello Stato, sul modello di quanto avvenuto in passato per altri grandi enti locali in difficoltà finanziaria?
Sono domande che meritano risposte fondate sui documenti, non sugli slogan.
Ed è esattamente quello che faremo.
Quando avremo accesso agli atti, li leggeremo riga per riga.
Senza sconti.
Senza tifoserie.
Perché i bilanci non votano.
Ma raccontano sempre la verità, come il sindacoguerriero che dovremmo sostenere














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