A Caserta basta una frase – tutta da verificare e tutta ancora dentro un fascicolo d’indagine – per riaccendere il dibattito su politica, relazioni e potere.
«Carletto, dammi una mano a far scaricare il terreno».
È questa la frase che compare nel racconto messo a verbale da ‘Pauluccio’ ovvero Paolo Marzo “devisu et auditu’ agli investigatori e che oggi rappresenta uno dei tasselli dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla vicenda della cava Santa Lucia, confermate anche dal fratello Massimiliano, ex assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Caserta, ascoltato nell’ambito degli approfondimenti investigativi.
Attenzione: siamo nel campo delle dichiarazioni raccolte in indagine, delle ipotesi accusatorie e degli accertamenti ancora in corso. Nessuna responsabilità è stata accertata.
Ma politicamente il quadro raccontato dagli atti è destinato a fare rumore.
Secondo il racconto acquisito dagli investigatori, l’incontro sarebbe avvenuto nel 2022 nello studio dell’avvocato Vincenzo Iorio. Attorno al tavolo – secondo questa ricostruzione – imprenditoria, professioni e politica. Sullo sfondo il tema delle autorizzazioni e dell’utilizzo della cava per il conferimento delle terre e rocce da scavo.
La Procura sta verificando se dietro una serie di atti amministrativi, rapporti professionali e movimenti economici ci fosse o meno qualcosa di diverso da normali relazioni istituzionali e lavorative.
Ed è qui che il racconto giudiziario diventa politicamente pesante.
Perché le attenzioni investigative non si fermano alla cava ma si allargano al metodo.
Alle note comunali inviate in una materia che, almeno formalmente, non rappresentava il cuore delle competenze dell’ente.
Ai rapporti tra soggetti diversi.
Alle coincidenze temporali.
Alle consulenze.
Ai flussi economici che gli inquirenti stanno cercando di interpretare.
Secondo gli accertamenti riportati nell’indagine, la Guardia di Finanza avrebbe rilevato una sequenza di pagamenti che oggi viene letta come elemento investigativo da approfondire.
La difesa, però, ha già fornito una spiegazione alternativa: rapporti professionali leciti, consulenze e attività collegate a procedure di controllo legale adottate da aziende.
Due letture opposte.
Da una parte l’ipotesi investigativa.
Dall’altra la spiegazione degli interessati.
In mezzo resta Caserta.
Il candidato sindaco Guerriero ancora una volta sbirciando i probabili futuri candidati, si ritrova davanti a una domanda che si pone e pone al cittadino acculturato e che va oltre le carte: quanto è sottile il confine tra relazione, influenza e interesse quando amministrazione, professioni e impresa iniziano a parlarsi troppo da vicino?
Che altro scrivere, per ora parla l’indagine.
Le sentenze, come sempre, arrivano dopo e semmai per un cavillo non vi è condanna, anzi c’è il risarcimento dello Stato per l’indagato














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