LA “BENZINA DEL SINDACO” È LOW COST. A CASERTA, INVECE, LOW COST SEMBRA ESSERE SOLO LA FANTASIA AMMINISTRATIVA
A Valle Castellana il Comune mette la benzina a prezzo stracciato. A Caserta, invece, gli automobilisti continuano a fare il pieno pagando il prezzo della pompa, delle accise, dei costi e, qualche volta, anche delle inefficienze.
E allora Ciro Guerriero lancia la provocazione: perché non studiare anche a Caserta il modello della “benzina del sindaco”?
Non si tratta di promettere miracoli, né di inventarsi un distributore comunale dall’oggi al domani. Si tratta di una cosa molto più semplice e, per certi versi, molto più rivoluzionaria: studiare un modello che mette al centro il cittadino e non il margine di profitto.
A Valle Castellana il principio raccontato dal sindaco Camillo D’Angelo è elementare: acquistare bene, contenere i costi, azzerare il margine e puntare al pareggio.
Tradotto in politichese casertano: una bestemmia.
Perché qui siamo abituati all’esatto contrario. Servizi che costano, manutenzioni che costano, inefficienze che costano e cittadini che, alla fine, pagano.
Guerriero quindi dice: facciamo uno studio di fattibilità.
Il Comune potrebbe verificare se sia possibile realizzare, direttamente o attraverso una società partecipata o altra formula giuridicamente sostenibile, una stazione di servizio comunale o un modello di approvvigionamento e distribuzione capace di contenere i prezzi.
Non per fare concorrenza sleale ai privati.
Non per trasformare il sindaco in un benzinaio.
Ma per una ragione molto più concreta: dare ai cittadini un’alternativa.
E qui arriva la parte interessante.
Valle Castellana è un piccolo Comune con un territorio enorme. Caserta è una città con decine di migliaia di cittadini, pendolari, lavoratori, commercianti, artigiani e famiglie che ogni giorno sono costretti a utilizzare l’auto.
Se un piccolo Comune può interrogarsi su come ridurre il costo del carburante, Caserta può almeno avere il coraggio di porsi la stessa domanda.
E magari scoprire che non è possibile.
Oppure scoprire che è possibile.
Ma una futura amministrazione seria dovrebbe prima fare i conti, studiare norme, costi, investimenti, fiscalità, concorrenza e sostenibilità economica.
Non dire semplicemente: “Non si può”.
IL MODELLO GUERRIERO
L’idea è semplice:
1. Studio di fattibilità pubblico.
Verificare costi, normativa, investimenti necessari e sostenibilità economica.
2. Acquisti più intelligenti.
Studiare modalità di approvvigionamento che consentano di sfruttare le oscillazioni del mercato senza esporre il Comune a rischi incompatibili con il bilancio.
3. Margini ridotti al minimo.
L’obiettivo non sarebbe fare utili sul carburante, ma garantire un servizio sostenibile e, se possibile, conveniente per i cittadini.
4. Trasparenza totale.
Ogni costo dovrebbe essere pubblico: quanto si compra, quanto si paga, quanto costa la gestione e a quanto viene venduto.
5. Beneficio per tutta la città.
Niente cittadini di serie A e serie B: il servizio, se giuridicamente possibile, dovrebbe essere aperto alla comunità secondo regole chiare.
Insomma, non la pompa del sindaco per fare campagna elettorale, ma una pompa al servizio dei cittadini.
E qualcuno già starà pensando: “Ma Guerriero vuole fare anche il benzinaio?”
No.
Vuole fare una cosa che a Caserta sembra diventata quasi sovversiva:
guardare cosa funziona altrove e provare a capire se può funzionare anche qui.
Perché la politica amministrativa non dovrebbe essere una gara a spiegare perché una cosa è impossibile.
Dovrebbe essere la capacità di chiedersi:
“Quanto costa? Come si può fare? E soprattutto: conviene ai cittadini?”
A Valle Castellana hanno provato a dare una risposta.
Guerriero propone di studiarla.
E se i conti dovessero tornare, prepariamoci a una nuova categoria politica:
dopo il sindaco del fare, arriva il sindaco che fa anche il pieno.
Ma almeno, stavolta, a prezzo di costo.













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