A Joseph Capriati l’ex direttore Felicori negò la Reggia, mentre…

Il pensiero che talvolta la politica possa arrivare ad aprire porte che per altri sarebbero più che chiuse è purtroppo un’idea che aleggia nella nostra mente.

CASERTA – Insieme agli addetti ai lavori ricordiamo che, tra settembre ed ottobre, l’ex direttore Mauro Felicori ricevette, da parte di una struttura estera, la richiesta di poter organizzare nel monumento vanvitelliano un evento per rendere omaggio a Joseph Capriati, uno dei più quotati deejay mondiali di musica techno, nato e cresciuto proprio a Caserta.

Tale proposta non è stata degna neppure di risposta, eppure tale evento che si sarebbe svolto di giorno, sarebbe stata ripresa televisivamente  dal gruppo francese Cercle che l’avrebbe diffusa via streaming, ottima occasione per mostrare il nostro patrimonio artistico ad un pubblico molto eterogeneo. Per chi non è bynight, simili serate sono già in essere dalla Cercle in diverse location ‘simbolo’ del pianeta (compresa la Torre Eiffel) e si tengono a cadenza settimanale in tutto il mondo.

Inoltre, nel corso dell’evento sarebbe stata prevista anche la consegna di un premio destinato a Capriati come migliore dj mondiale di techno.

Oggi viene diffusa notizia, di un’evento benefico patrocinato dalla Regione Campania, che viene  pubblicizzata anche dal consigliere regionale Luigi Bosco tramite il suo account social, ovvero che sabato 9 Marzo presso la Sala Romanelli e la Sala della Gloria della Reggia di Caserta si terrà un evento benefico, un dinner show, ovvero una cena di gala durante la quale si intratterrà la platea con la musica jazz della Raoul & Swing Orchestra, per la quale si pagheranno 60€ a persona per l’ingresso per poi donare il ricavato.

Lodevole iniziativa, ma sembra ci sia a seguire anche un dj set di due dj, ma dato che noi ci poniamo delle domande, alle quali fortemente vogliamo dare delle risposte, prendendo come assunto che il diniego all’organizzazione di un evento in onore di Capriati potesse essere l’invasività di un certo tipo di musica, come si può interpretare l’autorizzazione data invece al dj set che seguirà le cena di gala?
Il pensiero che talvolta la politica possa arrivare ad aprire porte che per altri sarebbero più che chiuse è purtroppo un’idea che aleggia nella nostra mente.
Su un punto vogliamo esser chiari: non è questione di pedigree degli artisti, dovremmo domandare a qualche competente, ma direbbero che è di parte.

Certo è che, utilizzando un paragone, sarebbe strano vedere il Comune di Napoli cedere il San Paolo per organizzare una gara canora amatoriale e negarlo per un concerto di Bertè.
Ciò che desta perplessità è che, talvolta, sembra che il nostro territorio sia bravissimo nel perdere occasioni così come nel non saper redigere una giusta ed attenta analisi costi-benefici…Kest’è!

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