Il gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto l’archiviazione del procedimento penale nei confronti di due funzionarie del Comune di Marcianise, inizialmente indagate per falso ideologico in relazione a un verbale di sopralluogo redatto presso una casa alloggio per disabili. La decisione è arrivata dopo la richiesta avanzata dall’avvocato difensore Vincenzo De Blasio e successivamente condivisa anche dalla Procura.
L’inchiesta era nata da un precedente episodio avvenuto all’interno di una struttura di accoglienza, inizialmente qualificato come tentato suicidio e poi ricondotto all’ipotesi di tentato omicidio. Da quell’evento erano partiti accertamenti che avevano coinvolto tre strutture: Vita Nuova di Marcianise, Comunità Fantasia di Portico di Caserta e la casa alloggio Alba, gestita dalla cooperativa Diamante, riconducibile all’imprenditore sammaritano Gabriele Capitelli.
Tutte le strutture rientrano nell’ambito territoriale C05, coordinato dalla dirigente facente funzioni del Comune di Marcianise, Franca Nubifero, anche lei destinataria di archiviazione per la stessa ipotesi di reato.
Le due funzionarie comunali erano state accusate di aver attestato falsamente, nel verbale di sopralluogo, l’eliminazione di alcune irregolarità e la piena operatività della struttura. L’ipotesi accusatoria si basava su un successivo controllo effettuato circa un anno dopo, durante il quale erano emerse diverse carenze organizzative e documentali, tra cui l’assenza di verbali UVI, progetti personalizzati per gli ospiti, turnazioni del personale e alcune dotazioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Le indagini difensive hanno però chiarito che il verbale contestato si limitava a descrivere lo stato dei luoghi e le migliorie realizzate al momento del sopralluogo, senza certificare la piena operatività della struttura né attestare l’eliminazione di tutte le criticità. Venuta meno questa contestazione, è caduta anche l’ipotesi di falso ideologico.
È stato inoltre evidenziato che le irregolarità rilevate nel controllo successivo riguardavano aspetti diversi rispetto a quelli oggetto del primo accesso ispettivo. Tra questi, ad esempio, la mancanza di ascensore o di scivoli per disabili che, secondo la normativa regionale vigente, non sarebbero obbligatori in assenza di ospiti con ridotta capacità motoria.
Alla luce di queste circostanze, il giudice ha quindi disposto l’archiviazione dell’intero procedimento limitatamente all’ipotesi di falso.














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