A Caserta l’ex Macrico è un po’ come l’araba fenice: tutti ne parlano, tutti promettono di farlo rinascere, ma alla fine rinasce sempre… sotto forma di evento.
L’ultima trovata si chiama FROM VILLAGE, il primo “villaggio esperienziale” della città – definizione che già da sola meriterebbe un seminario di traduzione dal marketing all’italiano corrente.
Il palcoscenico è sempre lui: il Campo Laudato Si’, cioè l’ex Macrico, quell’immensa area verde che per anni è stata terreno di scontri politici, visioni urbanistiche, progetti faraonici, convegni, petizioni e promesse di rinascita urbana.
Risultato? Dopo decenni di discussioni sul destino dell’area, si parte con laboratori, aperitivi, mercatini, area cani, spettacoli e teatro dei burattini. Un mix tra festival culturale, sagra evoluta e villaggio vacanze urbano.
Il progetto, ideato dalla società Spazio Vivo Srl, promette sei mesi di attività tra musica, workshop, sport e socialità. Non mancheranno artigiani, produttori di vino e birra, luminarie artistiche riciclate e, naturalmente, l’area dedicata agli amici a quattro zampe. Perché se c’è una cosa che unisce davvero i casertani, dopo il traffico, sono i cani al guinzaglio.
La Fondazione Casa Fratelli Tutti ha dato il via libera all’allestimento temporaneo, e così una porzione dell’area si trasforma in un villaggio di eventi con calendario settimanale e qualche appuntamento a pagamento, giusto per ricordare che la cultura è bella ma anche organizzata.
Per il taglio del nastro non poteva mancare il folklore: sul palco Franco Barzetti e i Bottarte Tharumbò, tra tammorre e botti di vino usate come strumenti musicali. Un finale perfetto per accompagnare l’ennesimo capitolo della lunga saga del Macrico.
Perché a Caserta succede spesso così:
prima si discute per anni su cosa fare di un’area strategica della città, poi – quando finalmente qualcosa si muove – ci si ritrova con aperitivi al tramonto, mercatini e concerti nel verde.
Che sia l’inizio di una vera rinascita o l’ennesimo esperimento urbano da weekend lo dirà il tempo.
Nel frattempo il Macrico, dopo decenni di immobilismo, scopre finalmente una nuova vocazione: diventare il villaggio esperienziale della città che non riesce mai a decidere cosa vuole diventare davvero.














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