De Luca resta commissario, De Biasio tenta di stare in equilibrio

Sembrava imminente la destituzione di Vincenzo De Luca da commissario alla sanità della Regione Campania e invece il governatore, ancora una volta ha incassato una nuova vittoria.

Nonostante dal Governo, sponda il Movimento 5 Stelle, erano pervenute  richieste di “mandare a casa” De Luca “per la pessima gestione della sanità in Regione Campania  e per aver deciso di chiudere l’ospedale di Sant’Agata de’ Goti” , dal Consiglio dei Ministri , purtroppo,  non è stata presa alcuna decisione in merito. Anzi, De Luca, forte della sua posizione dominante, dalla provincia di Caserta , durante la cerimonia di  intitolazione  dell’ospedale alla scenziata Dott.ssa Anastasia Guerriero di Marcianise, inserita nel piano regionale come Dea di primo livello, ha minacciato : “Stiamo valutando se querelare la ministra della Salute, Giulia Grillo, secondo cui il Piano Ospedaliero della Regione prevederebbe la chiusura dell’ospedale di Sant’Agata dei Goti (Benevento), cosa assolutamente non vera”.

Mentre sulla questione del Commissariamento affermava : “L’unica ragione per prolungare ancora il commissariamento della sanità campana è di squadrismo politico. Oggi non c’è più nessuna motivazione a mantenere il commissariamento della sanità, tranne che colpirci perché evidentemente facciamo paura. L’obiettivo è solo impedirci di dire che il lavoro di migliaia di persone ha consentito alla sanità campana di voltare pagina. Facciano quello che vogliono, noi andiamo avanti e non permetteremo a nessuno di fermarci.”

Mentre De Luca, nega  le varie  problematiche che affliggono  la sanità campana,  i provvedimenti disciplinari per i medici assenteisti del San Rocco, chiesti  dal presidente onorario dei manager, il direttore generale dell’Asl,  Mario De Biasio , sono arrivati al limite della decenza. Ricordiamo che De Biasio, personaggio versatile, con  la passione per l’imprenditoria, fu nominato grazie al concorso di Gennaro Oliviero e Nicola Caputo, che l’hanno individuato come “ persona giusta”, consigliandolo al commissario De Luca, ma che raggiungendo i 65 anni di età, “sfortunatamente” , non potrà ripresentare la sua candidatura per il nuovo incarico.

Infatti, come più volte abbiamo informato i nostri lettori,  oltre all’Asl di Caserta si dovranno scegliere anche i direttori delle Asl di Avellino, Benevento, Napoli 1, Napoli 2, Napoli 3 e Salerno; poi i direttori delle aziende ospedaliere Cardarelli, dei Colli, della Federico II, della Luigi Vanvitelli; dell’IRCCS Fondazione Pascale, del Moscati di Aversa e del San Pio di Benevento. Non vi sono dubbi  che tutte queste nomine apriranno una nuova polemica dando luogo ad una battaglia politica all’interno della maggioranza guidata dal governatore De Luca che certamente avrà,  ‘ripercussioni’ rispetto alla prossima tornata elettorale per le regionali del 2020.

Dopo tante denunce e lamentele, lettere di protesta, note di richiesta ignorate,  resistenze ignobili alle nomine legittime di primari non graditi al politico di riferimento, assunzioni clientelari che hanno costellato gli anni, improvvisamente come sveglio da un incantesimo, meravigliato da tutto ciò che fino a quella data era sotto gli occhi di tutti, il manager dell’Asl inizia a “ punire” quei brutti cattivi che marcano il cartellino e vanno in palestra.

A questo punto ci chiediamo:  con quale criterio sono stati assunti questi personaggi? Vi erano all’altezza del ruolo o il giuramento di Ippocrate era soltanto un optional?

 

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