Esponente dei dem di Caserta condannato a 7 anni e 9 mesi con un’accusa infamante

Il Pd campano e casertano è imbarazzato per la losca vicenda

Una storiaccia, tutto inizia il 3 agosto 2015. L’uomo accoglie nel suo albergo a San Nicola la Strada (Caserta) tre big della politica e del jet set. Entrano nell’ Hotel City il neo governatore della Campania Vincenzo De Luca, il presidente della Provincia di Caserta Angelo Di Costanzo e il critico d’ arte Vittorio Sgarbi. Un incontro “strettamente riservato” che realizza “grazie alla personale amicizia di Cusano con l’ ex sindaco di Salerno, oggi a capo della Regione”. Il tema del summit è stato soprattutto l’ Alto Casertano e le azioni di rilancio per rivalutare la zona.

Passano due anni. Il 31 marzo 2017 al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere il verdetto del processo che vede Giovanni Cusano imputato di violenza sessuale, stalking e maltrattamenti.

La denuncia è partita da una donna con la quale Cusano ha avuto una lunga e complicata relazione.

Il giudice della Corte di Appello di Napoli, lo scorso anno, aveva condannato Giovanni Cusano, 64 anni, ex dirigente provinciale del Pd ed ex gestore di un noto albergo sito in Viale Carlo III, ad un anno e 8 mesi solo per stalking, pena che è stata confermata oggi dalla Cassazione.

Infatti primo grado su di lui pendeva una pena a sette anni e sei mesi per l’accusa di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di una donna di Ruviano, da cui è stato assolto in secondo grado.

La vittima lo aveva accusato di averla chiusa a chiave per ore in un appartamento di via Aeroporto a Capua, laddove l’avrebbe altresì minacciata di morte.
La ragazza raccontò di aver iniziato una relazione con Cusano, ma i problemi sono iniziati quando lei avrebbe voluto interromperla.

A quel punto sarebbe stata anche minacciata di diffondere loro foto e video nell’intimità e di volersi recare a casa della donna per svelare la relazione al marito di lei.
Cusano, secondo la denuncia della ragazza, (la parte civile è stata rappresentata dagli avvocati Mauro Iodice e Olimpia Rubino) si sarebbe recato persino a scuola del figlio di lei dicendo di essere il padre; avrebbe importunato il marito della donna e inondato la sua ex amante di messaggi WhatsApp e telefonate, cercando un contatto in maniera ossessiva non rassegnandosi alla fine della relazione.
Dopo la condanna in secondo grado vi è stato il ricorso in Appello presentato dagli avvocati Agostino Imposinato e Carlo De Stavola di Cusano che non è stato accolto quindi confermata la pena ad 1 anno e 8 mesi.

E adesso il Pd campano e casertano è imbarazzato per la losca vicenda che ha come protagonista l'”amico di De Luca“. Cusano, tra l’altro, è stato non molto tempo fa tesoriere del Pd di Caserta e alle regionali 2015 ha lavorato alla costruzione e alla campagna elettorale della lista civica “De Luca presidente”. Di recente, poi, è stato considerato il referente dell’ europarlamentare dem Nicola Caputo (estraneo alle vicende personali di Cusano).


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