Esposto in Procura per “Un’estate da Re”

 

CASERTA-  La capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, M5S, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Procura della Corte dei Conti ed all’Anac denunciando “scarsa trasparenza” su “Un’estate da Re“, la kermesse di musica classica in programma alla Reggia di Caserta dal 28 agosto al 29 settembre, e finanziata dalla Regione Campania, chiedendo chiarimenti soprattutto in merito alle forniture.

“Il governatore De Luca è riuscito nell’intento di tramutare in strumento elettorale una manifestazione di musica lirica organizzata in una cornice unica al mondo come la Reggia di Caserta – scrive Ciarambino in una nota – La kermesse “Un’Estate da Re” anche quest’anno si caratterizza per scarsa trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici. Per la terza edizione consecutiva su quattro, l’incarico di direttore artistico è stato conferito al salernitano Antonio Marzullo, da anni segretario artistico del Teatro Verdi di Salerno. Un testimone ereditato da Daniel Oren, dal 2017 direttore artistico sempre del teatro salernitano. Docente del conservatorio Martucci, che ha sede non a caso Salerno, per assumere l’incarico Marzullo dovrebbe essere autorizzato dall’istituto di cui è dipendente, con contestuale registrazione sulla piattaforma del Miur. Procedura di cui non c’è traccia né per questa né per altre edizioni. L’unico atto documentato è la delibera di nomina da parte del Cda di Scabec, il cui presidente è il salernitano e deluchiano Antonio Bottiglieri”.

“Sistematicamente con i bilanci in perdita, nel 2017, ultimo dato ufficiale, tra costi e ricavi la kermesse ha fatto registrare una perdita pari a 537mila euro, sebbene l’edizione sia stata caratterizzata dalla presenza del maestro Morricone. Nelle forniture non c’è principio di rotazione come previsto da Anac, principio finalizzato a favorire la libera concorrenza. Sono sempre le stesse le ditte fornitrici indicate da Marzullo. Spicca, tra queste, l’associazione “Europa Impresa Musica”, ovviamente di Salerno, pubblicamente denunciata da due coristi perché non pagati, sebbene le fatture all’impresa da parte di Scabec risultino tutte onorate. Ci troviamo al cospetto di un caso più unico che raro di manifestazione, costata ad oggi oltre 4 milioni di euro di fondi pubblici, in cui non c’è bando pubblico, non c’è mai stata alcuna manifestazione di interesse, non c’è selezione con criteri di trasparenza. L’ennesimo esempio di un sistema clientelare inaugurato dal governatore della Campania”.