Paolo Santulli torna al centro della scena politica casertana. L’ex parlamentare, imprenditore e uomo da sempre impegnato anche nei settori della cultura, dello sport e del sociale, è il nuovo coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, il movimento politico guidato da Roberto Vannacci.
Una nomina ufficializzata direttamente dal partito e destinata a ridisegnare gli equilibri territoriali.
Accanto a Santulli arriva il nuovo assetto provinciale e regionale: Antonio Ambrosio sarà vicario regionale; Attilio Pierro seguirà gli Enti Locali; Sabino Morano l’Organizzazione, con delega anche alla provincia di Avellino; Lucia Abagnale l’Amministrazione; Ciro Borriello seguirà Napoli; Franco Cardiello Salerno, mentre per Benevento resta, ad interim, Catello Di Capua.
Insomma, la macchina organizzativa è partita.
E sulla scelta casertana arrivano parole che non lasciano spazio a dubbi.
«L’onorevole Santulli è un nome fortemente desiderato, non si poteva sperare di meglio», viene sottolineato, definendolo una figura capace di dare «maggiore credibilità e autorevolezza» al percorso del partito sul territorio e di favorire un dialogo con le diverse realtà della destra casertana.
Un uomo «equilibrato, autorevole e fortemente democratico», capace di «creare ponti» e valorizzare il confronto.
Parole importanti. Quasi una dichiarazione programmatica.
Peccato, però, che a Caserta non tutti sembrino leggere la nomina con gli stessi occhiali.
Perché se da una parte arriva l’investitura di Santulli come figura in grado di garantire autorevolezza, equilibrio e capacità di dialogo, dall’altra emergono posizioni interne che raccontano un clima decisamente meno unanime.
E qui entra in scena Antonella Lettieri, delegata nazionale casertana di Futuro Nazionale.
Il punto, dunque, non è mettere in discussione le qualità personali e professionali del nuovo coordinatore.
Il punto è capire quanto questa nomina sia davvero condivisa sul territorio.
Perché in politica le nomine ufficiali si comunicano con un comunicato stampa.
Gli equilibri veri, invece, si misurano dopo.
E soprattutto si misurano quando bisogna mettere insieme persone, storie, ambizioni e pezzi diversi di una destra casertana che, ancora una volta, si trova davanti alla domanda più difficile:
riuscirà a costruire una casa comune oppure ogni nuova nomina finirà per aprire una nuova stanza del condominio delle divisioni?
La partita di Futuro Nazionale, a Caserta, è appena cominciata.
E qualcuno, evidentemente, non ha ancora deciso se applaudire o prendere le distanze.














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