Gianpiero Zinzi: “Pazzesco non prevedere tempi certi per la struttura Universitaria”

Ciro Guerriero: ' Assassini! A viva voce chiedere e ottenere le dimissioni dei consiglieri regionali casertani. E' una porcata fatta dalla regione Campania E' sotto gli occhi di tutti l'inadeguatezza del Sindaco che non è informato o ha lasciato correre ed è intervenuto solo a cose fatte per salvarsi il deretano'.

CASERTA – “Con il disegno di legge sulla semplificazione si consuma l`ennesima beffa del PD e del centrosinistra ai danni di Caserta.Un articolo, infilato nelle pieghe del testo di legge che sarà posto all`attenzione del Consiglio regionale nei prossimi giorni, cancella ogni speranza di vedere conclusi in tempi certi i lavori per il Policlinico. Dopo anni di attese i casertani non meritano altre prese in giro. La tutela della salute viene prima di tutto”.

Così il consigliere regionale Gianpiero Zinzi che ha depositato un emendamento `Salva Policlinico` al Disegno di Legge recante `Norme per l`efficientamento del sistema ambientale, per il rilancio delle attività produttive e per la semplificazione normativa e amministrativa` teso ad abrogare l`articolo 4 che mette in connessione Policlinico ed attività estrattive.

Nello specifico Zinzi chiede che sia abrogata quella parte del ddl sulla Semplificazione che di fatto allontana, sine die, la data di completamento dei lavori del Policlinico, spianando di conseguenza la strada alle attività estrattive.

Questa è una porcata fatta dalla regione Campania – afferma Ciro Guerriero presidente di caserta Kest’è . La dismissione dell’attività di cava a Caserta non sarebbe più collegata, come potrete leggere in maniera più dettagliata nell’intervento di Giovanna Maietta che pubblichiamo in calce, al rispetto di un crono-programma che, peraltro, ha subito modifiche che l’hanno reso incerto e inaffidabile, ma ad un evento che non si verificherà mai.

A pensarci bene, quando abbiamo punzecchiato il governatore De Luca, ricordandogli in esposizione letterale dell’impegno da lui preso in visita a Caserta nel cantiere di San Clemente, sull’apertura del Policlinico, che sarebbe avvenuta – disse lui – entro il 2019, non avevamo pensato che la sfrontata e spesso luciferina capacità che i politici hanno dir raccontar balle e formulare promesse, che immancabilmente non manterranno, potesse diventare addirittura un esercizio cinico che sfocia nel sadico.

Non solo, infatti, il policlinico non aprirà nel 2019, 2020 e neppure nel 3000, ma da qualche giorno l’attività di cava, in quella che è la sua tempistica di arresto, dismissione e riqualificazione, non è più legata ad una variabile più o meno definita, ma al tempo indeterminato e impossibile. Al tempo che non verrà mai dell’apertura del policlinico. Insomma, la tesi che definiremmo farneticante, se non sapessimo bene che dietro a questa cosa ci sono le manine sante di qualche politico della nostra terra, è la seguente: le cave, a Caserta, sono un problema solo per la vivibilità del policlinico. Dunque, fino a quando il policlinico non apre, le cave potranno continuare a lavorare. E siccome il policlinico non aprirà: cave forever. E quei cittadini che si sono lamentati per aver respirato polveri, per aver sussultato decine di volte al giorno di fronte alle esplosioni assordanti delle mine, le tante persone offese nella loro sensibilità dall’immagine delle montagne mozzate e distrutte nella loro vegetazione, non rappresentano una ragione reale, credibile e degna di essere considerata.

Se questo non è uno schifo, non è una manipolazione di verità cardinali, se questa non è un’operazione da latifondismo prezapatista messicano, ditemelo voi, cari lettori, cos’è.

IL TESTO INTEGRALE DI GIOVANNA MAIETTA

La legge regionale 28 luglio 2017, n. 22 (Disposizioni sui tempi per gli interventi di riqualificazione ambientale delle cave ricadenti in aree di crisi ed in Zone Altamente Critiche (ZAC) e per le cave abbandonate del Piano Regionale delle Attività Estrattive. Modifiche alla legge regionale 13 dicembre 1985, n. 54) è così modificata: a) alla lettera h) del comma 1 dell’articolo 2 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al punto 1), il comma 10 bis dell’articolo 89 delle norme di attuazione del Piano Regionale delle Attività estrattive è sostituito dal seguente: “10 bis. Nelle aree interessate al Policlinico di Caserta la concessione cessa in ogni caso all’effettivo avvio delle attività di assistenza o di ricerca del Policlinico previa formale comunicazione da notificarsi al concessionario con preavviso di almeno sei mesi, ovvero in data antecedente, ove prevista dal Piano Regionale delle Attività estrattive.”

E’ ormai tradizione che, nei mesi estivi, quando tra vacanze e caldo le attività del consiglio regionali o per meglio dire di qualche consigliere onorevole delle escavazioni, si concentra sulle modifiche al piano regionale delle attività estrattive. Azione palesemente mirata a rendere permanente le escavazioni fino alla sparizione di colli e montagne. I soliti blitz estivi di amministratori del cemento.

Guarda caso si prendono per l’ennesima volta le aree di crisi e le zone altamente critiche, che si traducono per Caserta i martoriati colli Tifatini, compresi tra l’area est del capoluogo fino a Maddaloni. Una zona dove negli anni hanno operato ben 7 imprenditori in sfregio ai dettami di legge. Un erosione carsica meccanica che, con mine ed escavatori, ha creato delle enormi voragini, ferite inferte tra connivenze di parti contrapposte. Ancora una volta la Regione dello sceriffo ci prova, in maniera insidiosa, vergognosa e assurda.

Un emendamento quello sopra che vincola la durata della autorizzazione alla inaugurazione del futuro policlinico che non c’è, non ci fu e non ci sarà. E se per caso si aprirò chissà quando e se sarà, ma soprattutto cosa sarà e a che cosa servirà.

Lo spunto a questo emendamento lo hanno dato i pareri della commissione regionale di Valutazione di impatto ambientale che negli ultimi anni ha vincolato l’autorizzazione alla apertura del nuovo Policlinico, prendendo a riferimento la data ufficiale di ultimazione dello stesso, data che nei fatti si rivelava chiaramente fantomatica.

Qualche furbetto che siede su poltrone pubbliche ha pensato di rendere la scadenza reale dicendoci che solo quando il policlinico non solo sarà ultimato ma anche avviato e funzionale si potrà porre fine alle attività di cava. Sarà questo il risultato delle ultime europee visto il cambio di bandiera e il fermento di qualche sostenitore della zona?