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MACRICO, IL CASTELLO DEI 15 MILIONI SI SGONFIA: LA REGIONE METTE IL FRENO E LA CURIA RESTA A BOCCA ASCIUTTA

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Caserta – Il castello dei 15 milioni, costruito tra annunci, proclami e grandi aspettative, sembra essersi improvvisamente sgonfiato. A raccontarlo è Adista, storico settimanale di informazione sul mondo cattolico che, anche in passato, ha anticipato vicende poi rivelatesi fondate. Stavolta il colpo è pesante: la Regione Campania avrebbe definitivamente negato il finanziamento destinato alla cosiddetta “riqualificazione” dell’ex Macrico.

Una doccia gelata per l’episcopio casertano, che negli ultimi mesi aveva investito parecchio – anche sul piano della comunicazione – nel progetto. Per convincere tutti che l’operazione fosse ormai in discesa, sembrava mancasse soltanto il taglio del nastro.

Nel frattempo, sull’ex area militare è spuntata anche una lunga kermesse tra stand gastronomici, musica e spettacoli. Un’iniziativa che qualcuno ha presentato come simbolo della rinascita del Macrico, ma che ha suscitato più di una perplessità. Diversi commercianti cittadini lamentano una concorrenza poco gradita, mentre resta la curiosità di capire se ai numeri trionfalmente sbandierati sulle presenze corrispondano ricavi coerenti e regolarmente documentati. Saranno, eventualmente, gli organi competenti a verificare ogni aspetto.

Noi, nel frattempo, avevamo provato a ottenere chiarimenti direttamente dalla Regione. Il 9 giugno avevamo inoltrato una richiesta formale sul destino della pratica presentata dall’Istituto di Sostentamento del Clero di Caserta. Risposta? Silenzio assoluto. Evidentemente, tra i tanti dossier sul tavolo, quello del Macrico è rimasto parcheggiato in sala d’attesa.

Poi è arrivata Adista con la notizia che cambia lo scenario.

Secondo quanto scrive il giornalista Luca Kocci, il presidente della Regione Roberto Fico avrebbe chiesto un parere all’Avvocatura regionale prima di assumere qualsiasi decisione. Il responso sarebbe stato negativo, evidenziando una serie di criticità che avrebbero indotto la Regione a fermare definitivamente il finanziamento.

Tra i punti richiamati nell’articolo figurano la natura dell’edificio religioso indicato come presupposto dell’intervento – descritto come una piccola cappella militare da tempo inutilizzata – e il trasferimento dell’area dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero a “Diocesi di Caserta Ramo ETS”, ente costituito successivamente e, secondo Adista, potenzialmente idoneo ad accedere ai contributi pubblici. Circostanze che, sempre secondo la ricostruzione della rivista, avrebbero consigliato la massima prudenza all’amministrazione regionale.

Se questa ricostruzione fosse confermata, il progetto da 15 milioni si sarebbe arenato proprio quando sembrava ormai destinato a decollare. E il Giubileo, nel frattempo, è già finito negli archivi.

La partita, però, potrebbe non essere chiusa. Sempre secondo Adista, la Curia starebbe valutando altre strade per reperire le risorse necessarie. Sullo sfondo resta anche il futuro del vescovo Pietro Lagnese, dato da alcune indiscrezioni come possibile partente verso un’altra diocesi o un incarico romano.

Insomma, il Macrico continua a produrre più colpi di scena che cantieri. I milioni, almeno per ora, restano sulla carta

 
   
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