Il Macrico: La prova di una Caserta che non va

Guerriero: “ci auspichiamo che l’amministrazione e la sua maggioranza qualifichi l’area di Macrico dandole la destinazione di Parco che è ciò che la città chiede da 20 anni inutilmente. Un Parco che già esiste con un’area di 330.000 m2 colpevolmente abbandonata”

Oltre alla Reggia, Caserta può vantare un altro polmone di notevoli dimensioni: stiamo parlando dell’ex Macrico. Questo immenso spazio verde si trova tra il centro e la periferia est della città. Tuttavia nessun casertano può accedervi, ed al suo interno non vi sono che ruderi coperti da una fitta vegetazione. 

Sappiamo benissimo che tra i requisiti che ogni città dovrebbe rispettare per garantire il benessere dei propri cittadini, Caserta ne ha uno in cui pecca (e non poco): il verde pubblico. In Campania il tetto minimo di metri quadri di verde per ogni abitante è fissato a 10. La nostra città ne possiede però solo 2, ed oltre alla Reggia non vi sono parchi urbani. Da qui la decisione di destinare il Macrico di Caserta alla comunità, viste anche le ultime posizioni da sempre occupate nelle classifiche di vivibilità.
Ricordiamo che dall’inizio del Duemila sono iniziate a pervenire le prime proposte all’amministrazione comunale. Tutto molto bello, ma il proprietario era, ed è tuttora, sempre l’ISDC. Si inizia quindi a trattare, con la Chiesa che dichiara di voler concedere l’area a titolo gratuito. Ma l’Istituto Diocesano, con un comunicato ufficiale, rivendica la proprietà dei terreni fissando il prezzo a 40 milioni di euro.

Non è il Vaticano a decidere, ma la fondazione stessa. Nonostante le difficoltà però, c’è voglia di chiudere. Anche e soprattutto perché il Macrico dovrebbe essere inserito nella fascia urbana F2, ovvero quella destinata al verde pubblico. Non può essere realizzato nient’altro, se non infrastrutture di pubblica utilità come parchi, impianti sportivi o altre attività ricreative.

Parallelamente ai tanti giochi politici, la città ha visto la nascita di varie associazioni per garantire la realizzazione del benedetto parco. Per farsi sentire, queste hanno deciso di unirsi tutte sotto un’unica voce: Macrico Verde. E proprio il Comitato “Macrico Verde”, chiede ancora una volta al Comune, che “per tutelare l’area e salvaguardarla da ogni mira speculativa è necessario ed urgente che venga approvata una delibera di variante al vigente Piano Regolatore Generale, che indichi la non edificabilità per quell’area, classificandola come “F2 – Verde Pubblico”. 

Interviene anche dott. Ciro Guerriero, presidente dell’associazione Caserta Kest’è, il quale ricorda “che cinque anni fa ci veniva detto che non si poteva operare la variante urbanistica per classificare l’area come F2, perché era in elaborazione il nuovo PUC. Siccome sono anni che questo PUC è in elaborazione, e più di due che ne è stato approvato il preliminare, siamo certi che si può procedere alla variante, che potrà essere recepita nel nuovo Piano Urbanistico. Non nascondiamo la nostra preoccupazione delle sorti di Macrico, visto che l’amministrazione comunale non informa i cittadini sull’andamento del PUC definitivo.

Siamo sorpresi anche dell’improvviso interesse , sottolinea Guerriero, dei tre parlamentari (Del Monaco, Iorio e Santillo), dei quali non ricordiamo alcun impegno precedente, come semplici cittadini, per l’area Macrico. Non vorremmo che questo loro impegno nelle settimane che precedono il voto per il parlamento europeo, sia un’ennesima iniziativa a scopo elettorale, purtroppo già visto per il Macrico in questi anni!  Perché bisogna sottolineare che ad un anno dall’elezione in parlamento la provincia di Caserta si trova ancora nel totale abbandono: cave, inquinamento ambientale, scuole, sanità, camorra, acqua… speriamo che almeno il Macrico possa diventare strumento di riscatto e non di mera propaganda. A tal proposito, ci auspichiamo che l’amministrazione e la sua maggioranza qualifichi l’area di Macrico dandole la destinazione di Parco che è ciò che la città chiede da 20 anni inutilmente. Un Parco che già esiste con un’area di 330.000 m2 colpevolmente abbandonata”, conclude il presidente di Caserta Kest’è.                                                     

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