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LA PROVINCIA CONTINUA AD ESSERE VIOLENTATA, SOLO 400 A DIRE NO

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CASERTA – Circa 300/400 persone sono presenti presso lo stadio del nuoto di Caserta in Via Laviano,  si sono ritrovate insieme per formare un corteo,  per scongiurare il pericolo di chiusura, che giorno dopo giorno diventa sempre più concreto e gridare il proprio “no” alla chiusura della struttura. ( VIDEO 1 )

Ci sono le società, gli istruttori, tecnici, atleti e semplici fruitori della storica piscina casertana a manifestare tutto il proprio disappunto per l’incredibile decisione presa dai dirigenti dell’Agisap.

La rappresentanza politica latente, (si spera che stiano attivando all’ombra del condizionatore per scongiurare un’altro fallimento ) come tanti cittadini che pur avendo dato la disponibilità non si vedono, ma ‘seguono’ e restano attivissimi tramite post mediatici. Oramai  è convinzione che il nostro futuro si decida, secondo i più tramite social…probabile che questo sia un motivo per la quale ”facciamo acqua da tutte le parti”.

Comunque, nonostante la giornata calda, in tutti i sensi NOI ci siamo: Caserta Kest’è, Caserta Libera, Riprendiamoci Caserta, Rete Genitori, MNS, Caserta nel Cuore (FI), Speranza per Caserta, Noi con Salvini, UDC, Città Futura.

( VIDEO 2)

” Dopo 25 anni di attivita’ rischia seriamente di chiudere i battenti uno stadio con oltre mille utenti fra persone “abili” e diversamente ” abili”, con queste parole Vincenzo Mario Latore , uno degli operatori della piscina , manifesta tutte il suo rammarico per questa situazione e aggiunge : ” il nostro e’ stato un lavoro di tanti anni , fatto sempre con professionalità e serietà,è inconcepibile come si decida di chiudere la struttura senza neanche ascoltare il nostro parere , oggi siamo scesi in piazza e ci batteremo per evitare questo scempio che sarebbe una grossa sconfitta per la citta’.

 

I FATTI – Già dal 2011 c’erano alcune migliorie da apportare all’impianto mai messe in atto e dichiarazioni ai vigili del fuoco mai presentate dall’ente. Poi lo scorso 12 gennaio un sopralluogo dei vigili del fuoco ha evidenziato alcune prescrizioni come il documento per la prevenzione degli incendi, la nomina dei responsabili della sicurezza tutto sanabile con poca spesa e soprattutto pochi giorni lavorativi.

LA MAZZATA – Ad oggi nulla di tutto questo è stato sistemato e pochi giorni fa è arrivata l’inattesa notizia. A tutte le società ed enti (24 complessivamente) presenti allo stadio del nuoto viene prima assicurata la possibilità di continuare l’attività fino al 31 luglio, poi revocata (ad inizio giugno) poiché il 12 dello stesso mese scade la deroga di agibilità già concessa due volte dai vigili del fuoco e non più rinnovabile.

 

LA CHIUSURA – La piscina provinciale deve necessariamente chiudere per un periodo di tempo indecifrato (non è stato ancora comunicato) mettendo in stato di agitazione le società, gli enti, tutti i tesserati e gli iscritti. La domanda però è perché si sono rimandate le migliorie da apportare obbligatoriamente già sei mesi fa e ci si è ridotti alla totale chiusura dell’impianto quando con pochi giorni si sarebbe potuto risolvere il problema?

APERTURA E CHIUSURA – Le stesse associazioni e tutti gli enti hanno chiesto all’Agis di poter anticipare le spese necessarie per sistemare la struttura. Ipotesi bocciata perché si trattava di spese straordinarie e quindi non prese dal bilancio. Dunque secondo l’Agis lo stadio del nuoto tra meno di un mese deve chiudere per rifarsi il look.

UNIVERSIADI – Ad allungare i tempi ci si mettono anche le Universiadi. Sono stati infatti stanziati poco più di 800 mila euro per sistemare e far rientrare in determinati parametri la ‘Provinciale’.

Abbiamo chiesto il congelamento del piano vasca, cioè riprendere gli stessi spazi d’acqua nel nuovo anno sportivo. Una richiesta protocollata ma a cui non è stata data ancora una risposta”.

LE RICHIESTE – Una delegazione delle società che operano all’interno ha comunicato il proprio pensiero in merito: “Abbiamo provato ad incontrare tutti gli organi preposti senza però né essere ricevuti né avere risposte in merito.

LA PROPOSTA E LE SOLUZIONI – “Di solito chiudiamo tre mesi all’anno e c’è tutto il tempo di parzializzare i lavori o farli durante le attività sportive non essendo lavori strutturali ma di adeguamento ai parametri della Fisa. Chiediamo perciò di conoscere la tempistica dei lavori poiché rischiamo di perdere l’affiliazione alla Fin, dobbiamo dare risposte concrete ai nostri soci nonché tesserati perché certo non possono fermare i propri allenamenti. Per non parlare dei diversamente abili e degli anziani che per necessità hanno bisogno di svolgere attività acquatiche settimanalmente. Chiediamo garanzie di poter riprenderci il nostro posto di lavoro dopo gli interventi che verranno svolti. Inoltre il contratto quadriennale in scadenza a giugno non è ancora stato rinnovato come si è sempre fatto in passato. Un’anomalia che ci lascia perplessi e non poco. Chiediamo chiarezza e quelle risposte che fin qui non sono state fornite. Stanno facendo i lavori alla metropolitana di Napoli ormai da diversi anni, ma il servizio non si è mai fermato. Qui perché vogliono chiudere un impianto che ha il bilancio attivo e che viene finanziato regolarmente da tutte le società”.

 

 

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