Mentre a livello nazionale il centrosinistra si spacca discutendo del sesso degli angeli, anche a livello locale si registrano continue tensioni.
L’ultima spaccatura nel mondo della sinistra casertana si è consumata dopo la imperdibile polemica seguita all’esclusione dell’associazione Rain Arcigay dal From festival ospitato al Campo Laudato Si’, l’ex Macrico, di proprietà dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero.
Il caso è scoppiato perché, come al solito, a sinistra non si bada alle cose essenziali e necessarie ma alle stupidaggini.
Nel caso di specie l’associazione Rain Arcigay aveva ben pensato di partecipare al From con uno stand per riepilogare le attività portate avanti a tutela della libertà sessuale e fare campagna di prevenzione dalle malattie sessualmente trasmissibile (e Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno nel momento in cui famiglie, scuola e politica sono infognate nell’altrettanto inutile dibattito sull’educazione sessuale nelle scuole). Fino a qua, chapeau e nessuna polemica.
Siccome però alla sinistra piacciono gli “scherzi”, come ben insegnava già alla fine degli anni ’90 il mitologico Bertinotti di Guzzanti (intento a tirare le secchiate d’acqua a Prodi in cerca di consenso per la legge finanziaria), l’associazione Rain Arcigay ha deciso di promuovere matrimoni scherzosi, con tanto di certificato-ricordo della serata, tra persone dello stesso sesso, amici, gruppi di amici, esseri umani e animali e, perché no, anche oggetti o entità astratte.
Adesso anche in questa iniziativa-burla non c’è niente di male. Però il From non è ospitato in un terreno comunale ma nel Macrico che, è bene ricordarlo perché tutti pensano o credono il contrario, non è un bene pubblico ma privato, anzi, privatissimo, perché è della Diocesi di Caserta per tramite della longa manus amministrativa dell’istituto diocesano sostentamento clero.
Effetto del concordato mussoliniano (poi aggiornato in epoca craxiana) la Chiesa è la Chiesa e, anche in tempi di chiese vuote, continua a comandare e a fare gli interessi propri. Frase, questa, difficilmente traducibile perché, al momento, non si è ancora capito il Vescovo Lagnese e don Antonello Giannotti, che vogliono farci nel Macrico.
Attualmente, va riconosciuto che il suo utilizzo è in linea con quanto indicato dal Vaticano: il Macrico è un bene della Chiesa e in quanto tale va aperto alla città. Il che non vuol dire un regalo né un usufrutto. Il Macrico attualmente è uno spazio che la chiesa offre, dietro obolo monetario o organizzativo-associazionistico, per eventi e attività proposte e realizzate da casertani e non.
Detto ciò torniamo all’Arcigay che, per promozionare i certificati-burla ha anche preparato una bella grafica preoccupandosi di non utilizzare mai la parola “matrimonio”.
A volte si dice che la chiesa è vecchia, però in questo caso, la pensata da ‘anziani un po’ rincoglioniti’ l’hanno avuta proprio quella dell’arcigay i quali, evidentemente, non sanno che oggi la Chiesa, pur cattolica, apostolica e romana, non parla più il solo latino ma l’inglese (a maggior ragione sotto Papa Prevost).

Dunque non ci vuole un luminare, né un diplomatico vaticano per capire che quando al buon Lagnese gli è arrivata sulla scrivania l’immagine con la parola wedding gli si sia preso un mezzo coccolone.
Perché l’iniziativa per quanto burla e inoffensiva, agli occhi della Chiesa cattolica non può che apparire quantomeno ‘stonata’ con le indicazioni della ‘ditta’.
Dunque, giustamente, il delegato del Vescovo nella Fondazione Fratelli Tutti ha detto ‘altolà, fermi tutti’ chiedendo rispetto e forze utilizzando una parola ‘velati’ o ‘velata’ per invitare l’Arcigay a partecipare in modalità ‘soft’ e non ‘hard’.
A questo punto la prima cosa da dire è che l’arcigay si conferma una associazione di sinistra, dove non si ragiona in termini di utilità pubblica ma in termini di potenziale polemico. L’associazione Rain ha infatti scelto di escludersi dal From gridando allo scandalo e, grazie ad una abile campagna di comunicazione, giocando su quel termine ‘velato’ o ‘velati’ che l’associazione ha rigirato in faccia alla chiesa sostenendo di non essere suore che si presentano velati agli eventi.
Più utile sarebbe stato partecipare, diffondere il bilancio delle attività dell’associazione, stimolare il dibattito al From e, soprattutto, fare campagna sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (visto l’altissimo numero di giovani presenti alla rassegna).
La scelta di forzare subito la mano e autoescludersi ha generato un effetto a catena di solidarietà da parte della sinistra caserta.
La levata di scudi che ne è seguita e la strumentalizzazione politica che ne è seguita quasi a voler sottintendere una chiusura rispetto ai valori LGBTQ+ e non invece alla “Wedding Machine” come è stata definita dagli associati, è qualcosa che si commenta da sé.
Quel che è certo è che sulla questione si sono buttati letteralmente a capofitto tutte le sigle della sinistra casertana, alcuni, come nel caso del centro sociale Millepiani e di “Caserta Decide”, perfino annullando iniziative programmate nel campo. Per non parlare del collettivo “Macrico Verde” che ha promosso un boicottaggio dell’evento e – chissà – magari anche proprio del Campo.
Scelta che, però, sarebbe un vero e proprio suicidio che sarebbe accolto con l’esplosione di trick track da don Antonello e dal Vescovo ansioso di eliminare dal campo (Laudato sì) questi residuati bellici eredi del Pci.

Pure in questo scontro mortale contro i “preti”, però, i comunisti casertani si dividono. In mezzo a tutti i comunicati che sono volati in questi giorni una sola voce si è mantenuta, più democristianamente, a latere: quella del centro sociale “ex-Canapificio” che, pur esprimendosi a favore di Rain Arcigay, si è guardato bene dal mollare il Macrico.
Anche perché la storica attivista del canapificio, Virginia Crovella, fa parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Casa Fratelli Tutti e dunque è padrona di casa, al Macrico. Inoltre Crovella è anche in lizza per la candidatura a vicesindaco di Caserta per la coalizione di centrosinistra che, al momento (e probabilmente anche in futuro) conta Pd, M5S, Avs, Caserta Decide e Speranza per Caserta che intendono candidare a sindaco l’ex Prefetto Morcone.
Dunque va bene la solidarietà a Rain Arcigay ma non esageriamo, visto che qua si voleva giocare con le cose importanti in vista di una campagna elettorale in cui non si può sbagliare niente.














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