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L’ultimo saluto a Mariopio Zarrillo. S’indaga sul movente

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MARCIANISE – I funerali del giovane 22enne  Mariopio Zarrillo si sono svolti oggi alle ore 16.30 nel Duomo della città .

La salma è giunta nella Chiesa di San Michele Arcangelo intorno alle 15.30.

Solo ieri,  è arrivato  il permesso dalla magistratura, che attendeva la conclusione dell’autopsia sul corpo del ragazzo, mentre la cittadinanza tutta in queste ore si è raccolta intorno al dolore della famiglia.

Nel Duomo gremito, in un surreale silenzio, tuonanole parole di Don Paolo: ‘I giovani hanno bisogno di essere ascoltati e di conseguenza capiti. E’un nostro dovere. Mariopio deve essere di esempio a tutti i suoi coetanei. Oggi noi piangiamo la sua morte, preghiamo invece per lui e per tragico momento che ha vissuto da solo.

L’ uscita del feretro è stata accompagnata da un lungo applauso.

Dopo il rito funebre il corteo si è spostato nel cimitero del vicino Comune di Capodrise,dove la madre ha un loculo.

Intanto, Marcianise si prepara alla fiaccolata di domenica sera, nel giorno del compleanno di Mariopio.

La famiglia ha chiesto a Don Antonio Piccirillo della Chiesa di San Simeone di organizzare la fiaccolata proprio nella serata di domenica in coincidenza con il ventiduesimo compleanno del ragazzo.

Il Comune ha dato il suo consenso. Potevano profilarsi difficoltà di ordine pubblico, perchè con tutta probabilità, sabato inizierà la festa del Crocifisso. Ma alla fine il permesso è stato accordato.

La cronaca inesorabile, continua a fare il suo corso che a volte, è difficile anche per chi ne scrive, spesso doloroso, ma necessario.

Il giovane 21enne,  a fine agosto, i giorni 27 e 28, si e’ recato al poligono evidentemente per chiudere la procedura che gli ha permesso di ottenere il porto d’armi per uso sportivo.

Venerdì 31 agosto, la trasferta a Teano, dove ha acquistato una pistola Beretta calibro 9×21.

Si è recato poi in Via San Francesco, in una villetta abbandonata che fa angolo con Via Marconi, proprio nei pressi del luogo in cui aveva lasciato l’auto, una volta arrivato in una stanza della villetta disabitata, ha provato la pistola sparando due volte, evidentemente contro il muro, indossando delle cuffie,  (per uno che ha deciso di morire nei successivi 10 secondi è incomprensibile l’uso)  cuffie simili a quelle che si usano nei poligoni per tutelare l’udito di fronte agli scoppi ripetuti di chi fa il tiro al bersaglio.

Accertato che la pistola erafunzionantee, la puntava al cavo orale, facendo l’ultimo gesto della sua vita.

 

 

 

 

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