Nuova “zona rossa” al sud Italia

Zinzi: "A marzo chiesi interventi mirati per contenere la diffusione del Coronavirus da parte delle comunità di immigrati.

Dopo quella di Palmi in Calabria, precisamente nei quartieri dell’area costiera Pietrenere-Tonnara-Scinà, da oggi e fino alle ore 14 di venerdì prossimo 26 giugno è disposto il divieto di allontanamento da parte di tutte persone residenti e il divieto di accesso a causa dei nuovi casi positivi al Coronavirus”, c’è una zona rossa anche a Mondragone in provincia di Caserta a causa di un focolaio di Coronavirus SARS-COV-2 che si è sviluppato in quattro edifici di case popolari, il cosiddetto “complesso ex Cirio”, con otto positivi al COVID-19.

Lo ha deciso con una ordinanza il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, mentre è in corso lo screening della Asl di Caserta sui circa 700 abitanti, in prevalenza immigrati e in gran parte di origine bulgara.

A Mondragone fino al 30 giugno, salvo proroghe, i residenti di questi edifici – “fortemente popolati e in condizioni di alta promiscuità”, si legge nell’ordinanza – dovranno rimanere in isolamento domiciliare: il Comune provvederà a fornire loro derrate alimentari. Forze dell’ordine ed esercito vigileranno sul rispetto della quarantena. Nel frattempo in tutto il comune di Mondragone torna l’obbligo di indossare la mascherina, anche all’aperto, fino al 30: prescrizione che da oggi non è più valida nel resto della regione.

A far scattare l’allarme, la positività di un uomo di origine bulgara residente nei palazzi ex Cirio la scorsa settimana e quella, venerdì scorso, di una ragazza bulgara che ha partorito all’ospedale di Sessa Aurunca scoprendo di essere positiva; il neonato, così come il padre e i fratelli, sono risultati poi negativi.

Già nei giorni scorsi erano stati fatti i tamponi ad alcune decine di residenti, poi tra ieri e oggi è stata avviata un’operazione di screening di massa ai palazzi ex Cirio, con circa 220 tamponi processati (70 ieri e 150 oggi); sono stati fatti i tamponi agli inquilini bulgari di uno dei palazzi – composto da 11 piani – dove viveva la donna risultata positiva, nei giorni prossimi toccherà anche agli altri palazzoni e si arriverà a 7-800 tamponi.

“La mini zona rossa a Mondragone è la dimostrazione che la soluzione individuata dalla Regione per sottoporre alle operazioni di screening la popolazione migrante era completamente inadeguata”. Così il consigliere regionale della Lega, Gianpiero Zinzi. “A marzo chiesi interventi mirati per contenere la diffusione del Coronavirus da parte delle comunità di immigrati. La risposta furono le unità mobili, evidentemente insufficienti dinanzi ad un problema così vasto – spiega – La speranza è che il contagio possa essere contenuto efficacemente e che adesso la politica prenda coscienza che non è negando la realtà che si danno risposte ai territori”.