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Per qualcuno è una promozione. Per Caserta è molto di più.

Dopo sei anni di attesa, cadute, ricostruzioni e serate passate a ricordare quello che era stato, la Juvecaserta torna in Serie A2 e si riprende un posto nel basket che conta. Lo fa nel modo che questa città conosce meglio: soffrendo, resistendo e alla fine esplodendo di gioia.

Il verdetto arriva al termine di una cavalcata costruita partita dopo partita e diventata realtà davanti a un PalaPiccolo pieno, caldo, rumoroso come nei giorni migliori. Gara 4 contro Vigevano consegna ai bianconeri il traguardo inseguito per anni e restituisce a una piazza storica una categoria che sembrava lontana.

Ma sarebbe riduttivo fermarsi al risultato.

Perché ieri sera non ha vinto soltanto una squadra. Ha vinto una comunità sportiva che non ha smesso di crederci nemmeno quando il basket casertano sembrava essersi smarrito. Ha vinto una tifoseria che ha continuato a riempire spalti, bar, piazze e discussioni quotidiane anche lontano dai riflettori della grande pallacanestro.

Dal Macrico ai locali del centro, dalle famiglie davanti alla televisione fino ai gruppi organizzati sugli spalti, Caserta si è ritrovata attorno alla sua maglia più identitaria.

Alle 23, è arrivato quel momento.

La sirena finale. Le braccia al cielo. I cori. Le bandiere. L’abbraccio fuori dal palazzetto di viale Medaglie d’Oro. Migliaia di persone hanno trasformato la zona in una festa spontanea, come se in quei secondi si fossero condensati sei anni di attesa. E un’ urlo contro il cielo ricordando gli indimenticabili  che persero la vita a Buccino  Emanuela Gallicola (dirigente della Juvecaserta Under15), Gianluca Noia (allenatore), Paolo Mercaldo (atleta) e Luigi Mercaldo (padre di Paolo e
accompagnatore della squadra) e Rosario De Felice dopo anni di patimento.

E in una notte così non poteva non riaffacciarsi anche il peso della storia…

Perché parlare di Juvecaserta significa inevitabilmente tornare con il pensiero a chi quella maglia l’ha resa immortale. Da Maggiò a Oscar Schmidt, simbolo di un’epoca che ha portato Caserta tra le capitali del basket italiano e mondiale.

Questa promozione non cancella il passato recente né risolve automaticamente il futuro. Ma rimette la Juvecaserta dove la sua gente sente che debba stare.

E per una notte, almeno per una notte, Caserta ha smesso di guardarsi indietro ed è tornata a sentirsi grande.

 
   
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