CASERTA – È venuto a mancare Luigi Antonio Smaldone, astrofisico, docente universitario e fondatore del Planetario di Caserta. La notizia della sua scomparsa si è diffusa nelle ultime ore, suscitando cordoglio nel mondo scientifico, accademico e tra quanti hanno avuto modo di conoscerne l’impegno e la passione.
Figura di riferimento per l’astronomia sul territorio, Smaldone ha legato il proprio nome alla nascita e allo sviluppo del Planetario di Caserta, struttura di cui è stato anima e guida scientifica. Laureato con lode in Fisica, indirizzo astrofisico, all’Università “Federico II” di Napoli nel 1976, ha iniziato la sua carriera come astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, dove ha operato dal 1977 al 1985.
Successivamente è stato professore associato di Astronomia e Astrofisica presso la stessa Università “Federico II”, incarico ricoperto fino al 2016. Parallelamente all’attività accademica, ha dedicato energie e visione alla divulgazione scientifica, distinguendosi come instancabile promotore della cultura astronomica.
Già nel 1995 aveva elaborato il primo progetto per la realizzazione di un planetario a Caserta. L’idea trovò concreta attuazione nel 2005, grazie a un finanziamento europeo del programma Urban II, che portò all’inaugurazione della struttura il 19 dicembre 2008. Il Planetario di Caserta rappresentò un primato nel Mezzogiorno, essendo il primo impianto interamente digitale a platea unidirezionale.
Nel corso degli anni, Smaldone ha curato personalmente lo sviluppo tecnologico della struttura, guidando importanti aggiornamenti nel 2015 e nel 2023 e contribuendo in modo determinante alla progettazione e realizzazione degli spettacoli digitali proiettati sotto la cupola. Fino agli ultimi tempi, ha continuato a collaborare come curatore scientifico, confermando un legame profondo e costante con “la sua creatura”.
In segno di lutto, il Planetario di Caserta ha annunciato il rinvio dell’evento previsto per il 20 marzo, “Storie di tempo e divino”, a data da destinarsi.
Con la scomparsa del professor Smaldone, Caserta perde non solo uno scienziato di valore, ma anche un protagonista della divulgazione e della crescita culturale del territorio, capace di avvicinare intere generazioni alla conoscenza del cielo e delle stelle.














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