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CASERTA, MONNEZZA & POLITICA: SIECO NEL MIRINO, SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. GLI STAGIONALI BUSSANO AL COMUNE, GUERRIERO: “LA CITTÀ NON PUÒ PAGARE QUESTO CAOS”

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A Caserta la fumata è nerissima. Altro che tavolo di confronto: l’incontro tra sindacati e Sieco sulla gestione del cantiere rifiuti finisce come spesso accade quando la monnezza incontra la burocrazia – porte sbattute e nervi tesi. Risultato? Stato di agitazione proclamato da Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel. Tradotto: la vertenza è appena cominciata.

Il nodo? Sempre lo stesso. Personale che manca e stagionali “storici” lasciati alla porta. Lavoratori che da anni fanno andare avanti il servizio e che ora restano fuori dai cancelli mentre gli addetti rimasti dentro – denunciano i sindacati – lavorano sotto pressione con turni sempre più pesanti. Una miscela che, oltre a rallentare il servizio, rischia di diventare un problema serio anche per sicurezza e salute sul lavoro.

E non finisce qui. Sul tavolo c’è pure il pasticcio degli inquadramenti: dipendenti che svolgono mansioni superiori ma che, formalmente, restano incasellati a livelli più bassi. Più responsabilità, stesso stipendio. Una ricetta perfetta per alimentare malumori e contenziosi.

Poi c’è il capitolo disciplinare. I sindacati parlano apertamente di provvedimenti contestati e procedure opache, con il sospetto – neanche troppo velato – che le sanzioni vengano usate come strumento di pressione sui lavoratori.

Intanto fuori dal palazzo succede altro. Gli stagionali si presentano direttamente al Municipio chiedendo risposte. Una delegazione ha incontrato la commissaria prefettizia Antonella Scolamiero: colloquio interlocutorio, rinviato alla prossima settimana. Ma il messaggio è chiaro: quei lavoratori vogliono tornare in servizio e ricordano di avere tutti i requisiti per farlo.

E mentre il cantiere traballa, la politica fiuta il caso. L’aspirante sindaco Guerriero affonda il colpo:
“Quello che sta accadendo dimostra una gestione confusa e miope. Gli stagionali sono una risorsa già formata e pronta, tenerli fuori mentre il servizio arranca è incomprensibile. Chiedo ai sindacati buonsenso e un passo a lato. Caserta non può permettersi disservizi proprio alla vigilia dell’estate”.

Già, l’estate. Quando la città produce più rifiuti e il sistema dovrebbe funzionare come un orologio. Invece oggi il quadro è l’opposto: organico ridotto rispetto al capitolato, lavoratori sul piede di guerra e cittadini che rischiano di ritrovarsi con i sacchetti sotto casa.

Prossima tappa: assemblea dei lavoratori il 9 maggio e richiesta alla Prefettura di aprire il tavolo di raffreddamento. Se non arriveranno risposte concrete, il passo successivo potrebbe essere lo sciopero.

A Caserta la partita dei rifiuti – come sempre – non è solo ambientale. È politica. E la campagna elettorale, a giudicare dal clima, è già cominciata.

 
   
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