A Caserta pure un parcheggio sotterraneo riesce nell’impresa titanica di trasformarsi in un caso da manuale: metà farsa amministrativa, metà thriller giudiziario. L’ultima trovata? Farci un terminal bus. Geniale, se non fosse che è chiuso da mesi e che, per non trasformarlo in una camera a gas su ruote, servono almeno 500mila euro solo per mettere in piedi un impianto antincendio e far circolare un filo d’aria.
Tradotto: prima si chiude, poi si pensa. E soprattutto si paga. Sempre.
Fuori, intanto, la città va in scena nel suo spettacolo quotidiano: Viale Ellittico e Piazza Garibaldi ostaggio dei bus parcheggiati come capita, traffico in tilt e cittadini trasformati in equilibristi urbani tra clacson, smog e rischio investimento. Altro che mobilità sostenibile: qui siamo alla sopravvivenza assistita.
Ma il vero colpo di teatro arriva dalle carte bollate: il consorzio Cogein dice “no” ai sopralluoghi e “sì” al tribunale, con due cause pronte e un conto da 5 milioni di euro. Più che un terminal, un bancomat giudiziario.
E mentre il parcheggio resta fantasma e il terminal resta un’idea da convegno, l’unica cosa che viaggia veloce sono le cause.
A mettere il dito nella piaga ci pensa il candidato a sindaco Dott. Ciro Guerriero, che non usa giri di parole:
«Questa non è programmazione, è improvvisazione allo stato puro. Prima si lasciano marcire le strutture, poi si inventano soluzioni tampone che costano centinaia di migliaia di euro e infine si finisce in tribunale con richieste milionarie. Il risultato? Disagi per i cittadini e conti salati che pagano sempre i casertani. Caserta merita serietà, non esperimenti».
Sipario.
I bus restano in strada, il parcheggio resta chiuso e il Comune resta impantanato.
Il terminal? Quello, per ora, esiste solo nei comunicati…e kest’è !














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