Da tragedia urbana a detonatore politico il passo è stato rapidissimo.
Dopo il folle pomeriggio di Modena, dove un uomo alla guida di un’auto ha travolto diversi passanti ferendone otto e avrebbe poi tentato di aggredire un cittadino con un coltello, esplode lo scontro nazionale su sicurezza, immigrazione e fallimento dell’integrazione.
E anche da Caserta arriva una presa di posizione durissima.
Il candidato sindaco Ciro Guerriero, vicino al Comitato Costituente di Vannacci, FUTURO NAZIONALE interviene senza mezzi termini: “Quanto accaduto a Modena è gravissimo. Esprimo vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie. Un ringraziamento va anche ai cittadini coraggiosi che sono intervenuti per fermare il responsabile e alle forze dell’ordine per il loro intervento”.
Ma è nel secondo intervento social che Guerriero alza ulteriormente i toni politici della vicenda.
“Salim El Koudri. Questo il nome del criminale di seconda generazione che ha falciato dei passanti con l’auto a folle velocità. Fermato da cittadini coraggiosi nonostante avesse un coltello. Leggo che avrebbe agito perché si sentiva bullizzato. Follia. Non esiste alcuna giustificazione per un atto così infame”.
Parole che si inseriscono perfettamente nella linea durissima già rilanciata dalla Lega e dall’area di fratelli d’italia dopo i fatti di Modena.
Il Carroccio parla apertamente di “fallimento dell’integrazione delle seconde generazioni” e rilancia il tema dei permessi di soggiorno revocabili in caso di reati gravi, bocciando qualsiasi ipotesi di ius soli o cittadinanza facile.
Tradotto: tolleranza zero.
Nel frattempo il caso ha assunto dimensione nazionale. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella visiterà oggi i feriti ricoverati tra Modena e Bologna, mentre Giorgia Meloni ha addirittura modificato il proprio viaggio istituzionale annullando la visita a Cipro per rientrare immediatamente in Italia.
E intanto la politica trasforma l’ennesimo episodio di violenza urbana in una gigantesca arena ideologica.
Da una parte chi parla di emergenza sicurezza e integrazione fallita. Dall’altra chi teme la criminalizzazione generalizzata delle seconde generazioni.
Nel mezzo restano le immagini drammatiche di persone travolte in strada e una domanda sempre più pesante che attraversa il Paese: quante altre Modena serviranno prima che qualcuno affronti il problema senza slogan e senza ipocrisie?














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