Mentre la campagna elettorale marcianisana si consuma tra slogan, attacchi personali e guerre di coalizione, c’è chi prova a riportare il dibattito su problemi reali: bullismo, cyberbullismo, disabilità e sostegno alle famiglie.
A lanciare il “Question Time – Confronto e idee per il Consiglio Comunale” sono Lucrezia Colletta, candidata con “Forza Marcianise” a sostegno di Antonello Velardi, e l’ avv. Matilde Di Fuccia, candidata con “Liberi e Forti” (area Lega) e presidente dell’associazione “Il Grido”.
Una piattaforma che punta a mettere al centro temi spesso evocati solo dopo tragedie o casi mediatici.
“Parla Di Fuccia madre di una figlia che è stata vittima di bullismo”, racconta alalra candidata Colletta, che insieme stannotrasformando un’esperienza personale in proposta politica. Perché il punto, spiegano le candidate di due liste diverse ma sempre con Velardi sindaco, è che Marcianise non è affatto immune da fenomeni che si consumano tra scuole, chat, social e silenzi familiari.
Ed è qui che entra in campo l’associazione “Il Grido”, nata proprio per contrastare ogni forma di violenza giovanile.
Le proposte messe sul tavolo parlano di sportelli di ascolto nelle scuole, educazione digitale, collaborazione tra Comune, forze dell’ordine, psicologi e Terzo Settore per intercettare rapidamente i casi più delicati.
Ma non solo.
Altro capitolo centrale è quello della disabilità e dell’autismo, terreno dove molte famiglie denunciano da anni isolamento, burocrazia infinita e servizi insufficienti.
Le candidate promettono sostegno psicologico e riabilitativo accessibile, sportelli di supporto per le pratiche amministrative e progetti concreti di inclusione sociale.
“Questa non è una battaglia di parte. È una battaglia di civiltà”, spiegano Colletta e Di Fuccia, provando a costruire un messaggio trasversale in una campagna elettorale sempre più nervosa.
Perché mentre molti continuano a fare ‘politica ‘ dai palchi, a Marcianise qualcuno prova almeno a parlare dei ragazzi che soffrono in silenzio e delle famiglie lasciate troppo spesso sole.














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