Ogni tanto agli smemorati diamo la sveglia, o meglio li invitiamo alla partecipazione.con fare sarcastico con la domanda impertinente come questa: ricordate il concorsino interno al Comune di Caserta per sfornare nuovi ufficiali della Municipale? Quello accompagnato da un friccicorio di chiacchiere, sospetti, parentele che spuntavano come funghi e con la ciliegina di Franco Biondi seduto nella commissione esaminatrice? Bene, la faccenda si arricchisce di un’altra puntata da manuale del piccolo potere di provincia.
Un agente della Polizia Municipale ha trascinato il Comune davanti al Tar Campania, impugnando la selezione interna che doveva assegnare sei posti da Funzionario di Vigilanza, cioè il salto di carriera nell’area dell’Elevata Qualificazione. Tradotto: posti pesanti, stipendio più robusto e comando più vicino ai bottoni.
Il dipendente escluso dalla lista dei “promossi” sostiene che qualcosa nei conti non torni. Nel mirino c’è la valutazione dei punteggi: secondo il ricorrente, a uno dei candidati sarebbe stato assegnato un clamoroso zero alla voce “Punteggio medio conoscenze”, nonostante avesse ricevuto giudizi positivi sulla performance individuale. Una contraddizione che, secondo chi ha presentato ricorso, avrebbe alterato la graduatoria finale.
L’atto notificato l’8 maggio 2026 chiede al Tar di fare a pezzi la determinazione dirigenziale del 13 marzo scorso con cui il Comune aveva approvato la graduatoria definitiva. Nel tritacarne finiscono anche i verbali della commissione e perfino l’avviso pubblico, almeno per come sarebbe stato interpretato e applicato dagli uffici comunali.
L’obiettivo del ricorrente è chiarissimo: nuova valutazione, scalata in graduatoria e nomina da vincitore. Insomma, non un semplice “riesaminate le carte”, ma un assalto diretto alla stanza dei promossi.
Da parte sua, il Comune di Caserta non è rimasto a guardare. Dopo una relazione interna del 15 maggio, l’ente ha deciso di costituirsi in giudizio per difendere la bontà della procedura e blindare gli atti contestati. A rappresentare Palazzo Castropignano sarà l’avvocato comunale Lidia Gallo, con incarico formalizzato dalla dirigente del settore legale Maria Giuseppina D’Ambrosio e benedizione della Commissione Straordinaria che oggi governa il Comune.
Adesso la palla passa al Tar. E lì si capirà se siamo davanti all’ennesima guerra tra esclusi oppure all’ombra lunga di un concorso nato sotto una cattiva stella.














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