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MACRICO, L’INCLUSIONE A SCADENZA? ARCIGAY SBATTE LA PORTA: “PER ENTRARE DOVEVAMO ESSERE PIÙ VELATI”

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CASERTA – Benvenuti nel paradosso casertano. Si organizzano festival nel nome dell’apertura, della partecipazione e dell’inclusione. Poi, però, qualcuno racconta che per partecipare avrebbe dovuto essere “più velato”.

È l’accusa pesantissima lanciata da Rain Arcigay Caserta, che ha annunciato la propria rinuncia al From Festival dopo quello che definisce un vero e proprio caso di esclusione.

Secondo l’associazione, un componente del CdA della Fondazione Casa Fratelli Tutti avrebbe fatto capire che la presenza dell’organizzazione LGBTQIA+ fosse considerata problematica, fino al punto da suggerire una presenza meno visibile e meno caratterizzante.

Parole che hanno provocato una reazione durissima.

La questione, al di là delle rispettive versioni che andranno chiarite, apre un interrogativo politico e culturale tutt’altro che secondario: che cosa significa davvero “spazio pubblico” quando un luogo destinato alla cittadinanza continua a essere percepito come terreno di influenza della Curia?

Arcigay parla apertamente di assenza di laicità, di gestione opaca e di una cittadinanza a geometria variabile. Accuse che pesano come macigni su un progetto che da anni viene presentato come simbolo della restituzione del Macrico alla città.

La vicenda diventa ancora più delicata perché non riguarda una semplice partecipazione associativa. Sul tavolo c’erano anche attività di prevenzione sanitaria, informazione e screening HIV, iniziative che difficilmente possono essere liquidate come propaganda ideologica.

E allora la domanda diventa inevitabile: il Macrico sarà davvero la casa di tutti o soltanto di chi rientra in determinati parametri culturali e religiosi?

Per ora resta una certezza: mentre Caserta continua a discutere del futuro dell’ex area militare, una delle associazioni più rappresentative della comunità LGBTQIA+ denuncia di essere stata di fatto accompagnata verso l’uscita.

Una storia che rischia di trasformare il tanto evocato slogan della partecipazione in una formula con clausole scritte in piccolo.

Perché quando qualcuno si sente dire di essere “troppo visibile”, il problema non riguarda più soltanto un festival. Riguarda il concetto stesso di inclusione. E soprattutto chi decide chi può essere incluso e chi no.

La dichiarazione:”Come Rain Arcigay Caserta, riteniamo che L’ex Macrico debba essere PUBBLICO. E per pubblico intendiamo di proprietà di un Ente Pubblico reale, a disposizione della cittadinanza, non un feudo privato gestito da fantomatiche fondazioni con il placet e i “mal di pancia” della Chiesa”.

Così in una nota l’associazione Rain Arcigay.

 
   
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