La notte prima degli esami si ripete..
E come ogni anno porta con sé lo stesso rito: ansia, messaggi fino a tardi, ripassi dell’ultimo minuto, promesse improbabili, superstizioni e quella sensazione di essere davanti a qualcosa di enorme.
A Caserta, però, da qualche anno c’è anche un appuntamento diventato quasi una tradizione generazionale: il ritrovo davanti al Liceo Giannone per cantare insieme Notte prima degli esami, trasformando la vigilia della prima prova in un piccolo rito collettivo tra emozione e scaramanzia.
A raccontare il significato di questo momento è l’aspirante candidato sindaco Guerriero.
«La notte prima degli esami resta uno degli ultimi veri riti di passaggio dell’età contemporanea. E non è un caso che, nella celebre canzone di Antonello Venditti, venga descritta come una notte di lacrime e preghiere. Oggi come allora, per chi la vive, sembra che tutto si giochi in quelle ore».
Per Guerriero la Maturità rappresenta molto più di una verifica scolastica.
«Ci vorrà tempo per capire che, come insegnava Eduardo De Filippo, gli esami non finiscono mai. Ma questa resta una prova speciale: è probabilmente l’ultima esperienza vissuta davvero insieme al gruppo, prima che ognuno inizi il proprio percorso».
Ed è forse proprio questo il motivo per cui gli adulti ricordano quel periodo con tenerezza, mentre chi lo sta vivendo sente soprattutto il peso dell’attesa.
«Quando sei dentro pensi che il risultato determinerà il tuo futuro, temi di deludere qualcuno, immagini che tutto dipenda da quei giorni. Poi cresci e scopri che non era la prova più difficile della vita. Ma resta una di quelle che non dimentichi».
E in questo passaggio generazionale trova spazio anche il rito casertano della vigilia davanti al Giannone.
Una canzone scritta oltre quarant’anni fa continua a parlare anche ai ragazzi dei social e dello streaming. Perché certe emozioni non cambiano: l’angoscia di non sentirsi pronti, la speranza di farcela, il desiderio che arrivi presto l’estate.
«Il mio consiglio ai ragazzi – conclude Guerriero – è vivere questo momento fino in fondo. L’ansia non aiuta mai, soprattutto agli esami. Tra qualche anno capirete che questa notte non era il confine del mondo, ma l’inizio di qualcosa di nuovo».
E allora sì, per una sera almeno, quella notte resta ancora loro.
Perché il giorno dopo ci saranno i fogli, le tracce e le commissioni.
Ma stanotte, prima degli esami, c’è ancora tempo per cantare.














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