NASCE (DI NUOVO) L’ENNESIMO CONTENITORE CIVICO CHE PROMETTE DI CAMBIARE TUTTO
Caserta – Prima gli slogan. Poi le assemblee. Quindi i coordinatori, i comitati, i tavoli, le reti territoriali. Infine, naturalmente, le liste. Il copione della politica italiana non tradisce mai e Progetto Civico Italia sembra deciso a seguirlo fino all’ultima battuta.
Dopo il battesimo romano del 12 giugno, celebrato sotto il rassicurante slogan “Facciamolo succedere”, il neonato movimento sbarca in provincia di Caserta con un nuovo mantra: “È successo. Ora costruiamo”. Una frase che lascia inevitabilmente aperta la domanda: è successo esattamente cosa?
L’appuntamento è fissato per il 13 luglio a Palazzo Paternò. Sul palco saliranno il coordinatore nazionale Alessandro Onorato, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il coordinatore regionale Carlo Puca. Una parata di dirigenti chiamata a certificare che il progetto esiste davvero e che, almeno per ora, non vive soltanto nei comunicati stampa.
Il programma? Quello che accompagna puntualmente ogni nuova formazione politica: costruire una classe dirigente, radicarsi nei territori, coinvolgere giovani, professionisti, amministratori, cittadini e preparare liste in tutti i Comuni chiamati al voto. Un catalogo di buone intenzioni che, sulla carta, convince sempre. Poi arrivano le urne, ed è lì che iniziano gli esami.
Enzo Iodice, che RISCHIA UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE si presenta come coordinatore provinciale e membro del comitato nazionale, assicura che non sarà una presenza simbolica, ma un progetto destinato a governare. Il lessico è quello ormai consolidato del civismo contemporaneo: responsabilità, partecipazione, comunità, territori, ascolto. Parole che riempiono ogni convention e che attendono, come sempre, di essere tradotte in risultati.
L’organizzazione rivendica già oltre cinquanta comitati territoriali in provincia di Caserta. Un numero significativo, se saprà trasformarsi in consenso elettorale e non restare confinato all’aritmetica organizzativa.
L’obiettivo dichiarato è occupare lo spazio del civismo progressista, facendo da punto di riferimento per amministratori e cittadini. Resta da capire se questo nuovo contenitore riuscirà davvero a ritagliarsi un’identità autonoma o finirà per aggiungersi alla lunga collezione di sigle nate tra grandi aspettative e rapidamente assorbite dai tradizionali giochi della politica.
Per ora una certezza c’è: gli slogan abbondano. Quanto al nuovo che avanza, bisognerà cercarlo con il lanternino. Sul palco, infatti, la politica continua a presentare molti volti noti e pochi volti nuovi.














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